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giovedì 8 dicembre 2011

Il Professore distratto

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Mario Monti il professore distratto Claudio messora Decreto Salva italia Salva-Italia Byoblu byoblu.Com

articolo di Valerio Valentini per Byoblu.com

Mario Monti ha presentato, nei giorni scorsi, la nuova manovra finanziaria, tronfiamente ribattezzata “Salva-Italia”. Aumento delle accise sulla benzina e dell’IVA, reintroduzione dell’ICI, innalzamento dell’età pensionabile, finanziamento delle grandi opere faraoniche come la Tav. Nessun taglio invece alle missioni militari, all’8 per mille alla Chiesa Cattolica né al numero dei parlamentari. Niente aste per l’assegnazione delle reti televisive (che continueranno ad essere regalate a Rai e Mediaset), né misure efficaci contro l’evasione fiscale. La manovra stabilisce, inoltre, una seconda minimale tassazione sui fondi rientrati con lo Scudo Fiscale (1,5%) e garantisce nuovamente l’esenzione dall’IVA per gli edifici religiosi a scopo di lucro.


L’opposizione finge di opporsi ma poi sottobanco chiede essa stessa che venga posta la fiducia. I sindacati si sono dichiarati contrari, salvo dividersi sulle modalità di protesta: 4 ore di sciopero indette dalla CGIL e 2 da CISL e UIL. Dopo la riedizione speciale di Carramba che sorpesa! andata in onda domenica scorsa, Monti ieri sera è andato da Vespa (ma "non per fargli un piacere"), il quale ha rispolverato per l’occasione il suo inconfondibile stile, così riassumibile: “Si faccia domande, si dia risposte, si dia un voto. Bravissimo Presidente!”. I giornali, gli opinionisti e i sedicenti intellettuali italiani si sono lanciati in lunghe articolesse, anch’esse facilmente accumunabili nella logica seguente: “La manovra è dura, chiede enormi sacrifici. Ma la situazione è tragica, i tempi ristretti e il Paese sull’orlo del baratro. Dunque lunga vita a Monti!”.

Però, in fondo, la finanziaria di Monti è un bene. Almeno ha gettato la maschera e ha mostrato da che parte sta. E non è certamente dalla parte della classe media, dei lavoratori e dei cittadini onesti. Se infatti avesse davvero voluto fare dell’equità il punto centrale della manovra, i soldi, anziché chiederli a chi percepisce una pensione di poco superiore ai mille euro, li avrebbe chiesti a chi le tasse non le ha mai pagate, o a chi ha sempre goduto di benefici enormi e insopportabili.

I grandi evasori, ad esempio, quelli che per anni hanno tenuto i propri soldi all’estero, nei paradisi fiscali, e hanno potuto riportarli in Italia grazie allo Scudo Fiscale a fronte di un misero 5% di tassazione e con la garanzia dell’anonimato, si vedranno aumentare il prelievo solo del 1,5%. Si dice che rivalersi su questi capitali sarebbe una violazione del patto con lo Stato. Invece violare il patto sulle pensioni va bene? Se Monti avesse davvero voluto distribuire i sacrifici avrebbe tenuto conto che negli USA, o nel Regno Unito, lo Stato obbliga di tanto in tanto i ricconi a riportare in patria i propri fondi esteri, e su quelli si prende dal 40% al 50%. Dunque perché non adeguarsi agli standard di altri Paesi?

Oppure, sempre se avesse voluto applicare davvero la famosa equità, avrebbe preteso anche dal Vaticano qualche soldino, dal momento che ogni anno, tra ICI, Irap, Ires e altre imposte mancate, alcuni ritengono che il mancato gettito pontificio assommi anche a 6 miliardi di euro. Del resto, proprio il cardinal Bertone ha affermato cheI sacrifici fanno parte della vita”. Evidentemente in certi casi l'eutanasia è più attraente.

Poi ci sono i finanziamenti al TAV. Quarantasette miliardi di euro, secondo il Financial Times, che l'Italia dovrebbe gettare in un progetto che prevede di sventrare le Alpi per costruire una ferrovia che trasporti merci tra Torino e Lione. Anche se quella linea esista già ed è sfruttata soltanto per un sesto delle sue potenzialità. E ben dovrebbe saperlo Mario Monti, lui che è professore, visto che è stata proprio una commissione composta da 130 docenti universitari a mandare una lettera a Napolitano per denunciare l’inutilità dell’opera.

E vogliamo parlare poi dell’assegnazione delle frequenze televisive? Lo Stato oggi regala alle emittenti una cifra stimata in 16 miliardi di euro, cioè più della metà dell’attuale finanziaria. Semplicemente si rifiuta di incassare. Questo, oltre che ad essere equo, sarebbe stato anche un provvedimento che avrebbe messo a tacere le malelingue, che vedono nella nomina di Corrado Passera al ministero dello Sviluppo, delle Infrastrutture e delle Telecomunicazioni una garanzia data da Monti a Berlusconi sull’intenzione di salvaguardare interessi e privilegi del Biscione.

Senza voler poi nominare la spesa militare che per il 2010 è stata di 23 miliardi ma che nel 2011 è destinata ad aumentare, in considerazione della guerra in Libia e di quei 18 miliardi che stiamo spendendo per l'acquisto di nuovi caccia-bombardieri. E senza considerare i 43 miliardi di sprechi nell'amministrazione pubblica derivanti dal mancato sviluppo della banda larga, tutti aspetti considerati in questo post di Claudio Messora. Per non parlare poi dei 98 miliardi di euro che i gestori concessionari del gioco d'azzardo devono allo Stato almeno dal 2007.

Quante finanziarie ci uscivano, professore, quante? Ma forse era più facile, o più strategico, mandare le guardie del Re a prelevare ulteriori raccolti dai granai, depauperando le messi già provate dalla carestia e dall'applicazione di decime su decime. Che si parli dell'antica Roma, dell'alto Medioevo o della grande era della globalizzazione non c'è niente da fare: a pagare è sempre il popolino. Una volta, almeno, non la chiamavano democrazia. Era già qualcosa...

per Byoblu.com: Valerio Valentini

giovedì 18 agosto 2011

Val di Susa-Orrori dello Stato italiano

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Le immagini dei "guerrieri" sono state proposte alla nausea dai media italiani ormai palesemente controllati dai poteri politici. Pertanto, in questo video, si raccolgono gli orrori dello Stato che sono stati nascosti dietro alla strumentalizzazione dei manifestanti più violenti.

Lo Stato sta perpetrando in Val di Susa orribili violazioni legali e umane per difendere gli interessi di S.p.A. e di politici corrotti criminalizzando incredibilmente il popolo subente.

Stanno tentando di far credere che lo sviluppo di una società sia correlata alle grandi opere, dicono che non si deve protestare perchè "diminuisce il business del turismo", stanno usando il ricatto di pochi e precari posti di lavoro per favorire un business inutile rispetto a quello che si potrebbe fare con gli stessi soldi usati per numerose "piccole opere" ma realmente utili per la collettività.

Se il prezzo da pagare per lo "sviluppo" è la crudeltà di uno stato fascista, dittatoriale o comunque prepotente e violento, qualcosa non torna in questo "metodo di progresso".


domenica 24 luglio 2011

DOMENICA 24 ORE 17 RADUNO ALPINI NO TAV A CHIOMONTE… I VERI ALPINI SIAMO NOI GUARDA VIDEO

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E intanto si prepara la prima importante risposta per Domenica 24 alle ore 17.00 al ponte della centrale alettrica di Chiomonte. Canti e cori alpini fatti dagli alpini no tav, quelli veri, che la vita e la montagna la difendono.Alla fine sono arrivati anche loro, gli alpini. Era da settimane che si parlave del loro arrivo e alla fine ieri martedì 19 luglio sono arrivati. I famosi 150 con una quindicina di blindati lince e un mezzo anfibio con relativa attrezzatura da missione all’estero con in aggiunta un manganello caduno. Cosa facciano realmente nel fortino della Maddalena ancora non è chiaro, sicuramente daranno man forte alla polizia che visto l’impegno continuo chiede riposo e ferie. Siamo di fronte in ogni caso ad una anomalia, gli alpini che occupano le alpi contrapponendosi alle popolazioni che le abitano. Da sempre la val di Susa e le alpi in genere sono territori difficili, abitate da popolazioni che per loro natura si sentono separate dal resto d’Italia, per tradizioni, abitudini e stili di vita. Il rapporto dello stato centrale o allora regno con questi territori è stato misurato e ponderato valutando le singole difficoltà di interazione con l’obiettivo di limare gli attriti e convivere. La leva obbligatoria e di conseguenza la partecipazione ai grandi conflitti mondiali aveva trovato nel corpo degli alpini un compromesso accettato e vissuto con orgoglio da questi popoli. Essere alpino per chi abita e vive le alpi molto spesso è segno di onore e amore per la propria terra. Chi ha prestato servizio nel corpo per tutta la vita porta il ricordo di quel servizio e porta come ricordo il cappello che conserva gelosamente. Le associazioni degli alpini in partcolare in val di Susa si adoperano in opere benefiche e di volontariato aiutando i popoli in difficoltà (dal terremoto all’Aquila alle ultime alluvioni in Veneto).
Tutto questo però è cambiato da quando il servizio di leva è stato eliminato e gli arruolamenti sono diventati volontari. Mal digerite sono state le missioni all’estero, in particolare quella afgana dove gli alpini sono stati impegnati in forze e da dove arriva proprio il battaglione impiegato a Chiomonte. Ora ci si immagini il distacco che si verrà a creare quando questo manipolo di mercenari prezzolati si troverà a confrontarsi con chi ha vissuto e vive l’esperienza dell’alpino come alto valore ed esempio di difesa del proprio popolo. Per il movimento no tav nulla cambia. Sono truppe di occupazione, la popolazione le respinge, non le saluta e fatica ad interagirci anche minimamente. Ogni sera si susseguono azioni di disturbo seguite da notevoli improperie lanciate verso chi sta dove non dovrebbe essere. Non è il colore della divisa o la penna su di un cappello che modifica la situazione o i livelli di resistenza. E come spontaneamente si iniziò ad urlare a Venaus, proprio da un gruppo di alpini no tav A Sarà Dura!
                                 PRIME REAZIONI TRA GLI ALPINI IN VAL DI SUSA

venerdì 15 luglio 2011

INIZIA IL CAMPEGGIO NO TAV VENERDI’ 15 LUGLIO A CHIOMONTE

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Inizia con una una lezione del professor Massimo Zucchetti il campeggio no tav di Chimonte. L’appuntamento è alle ore 18 alla centrale elettrica di Chiomonte dove Massimo spiegherà gli effetti dei gas CS di conclamato effetto cancerogeno usati dalla polizia nelle giornate di lunedì 27 giugno e domenica 3 luglio. In questi giorni stiamo cercando di recuperare il materiale distrutto o frettolosamente recuperato dallo sgombero del presidio no tav della Maddalena. Mercoledì e giovedì sono le giornate in cui riallestiremo il presidio presso la centrale di Chiomonte. Già in questi giorni è possibile e anzi utile soggiornare e da venerdì sarà possibile con alcune comodità in più. Buon campeggio presidio no tav a tutti!
introduzione alla lezione, di Massimo Zucchetti
Venerdì 15 luglio ore 18:00 a Chiomonte, alla Centrale, davanti a reti e sbarramenti, Massimo Zucchetti in: Seminario misto Poliziotti e NOTAV su “Gas lacrimogeni CS: effetti immediati e ritardati sulla salute”.Con megafono. In modo che sentano TUTTI. Classe mista di allievi NOTAV e allievi poliziotti. La lezione avra’ come supporto un piccolo quadernino di quattro pagine (tutto su un foglio A4) con i concetti principali da distribuire in qualche centinaio di copie e fare in modo che arrivino anche agli allievi poliziotti. Sara’ richiesta a fine lezione la testimonianza di allievi NOTAV che raccontino in tre minuti a testa la loro esperienza coi gas CS.
Per i nostri allievi poliziotti e NOTAV  saranno predisposti dei poster A0 che illustreremo e poi lasceremo al presidio, con le principali  figure e concetti. A parte, per far vedere che non scherziamo nulla, una raccolta della recente letteratura internazionale che illustra le evidenze sulla cancerogenicita’ del CS con esperimenti in vivo (su animali).Risultati freschi del nuovo modello di pericolosita’ dei CS con i modelli dell’ente ambientale americano. Il CS contiene cloruro, quindi ha le caratteristiche tipiche dei composti urticanti e rientra nella definizione di arma chimica. Contiene sostanze che producono lesioni di varia natura in via definitiva o temporanea, in più viene metabolizzato sotto forma di cianuro ed e’ cancerogeno. Quindi è un’arma chimica a tutti gli effetti, anzi un’arma di distruzione di massa. Che ne sia permesso l’uso in tempo di pace è assurdo. Anche perché la convenzione internazionale sulle armi chimiche del ’93, è stata ratificata dall’Italia nel ’95, è in vigore dal ’97 e dice che non si possono usare in tutte le guerre internazionali.


fonte: http://www.notav.info

domenica 10 luglio 2011

Valsusa-La polizia spara sulla folla-03/07/2011

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In Valsusa lo Stato serve gli interessi delle grandi opere e dei business di ricchi e potenti collegate ad esse calpestando il volere del popolo. I media controllati dai vertici di potere, che ormai si sono sostituiti alla sovranità popolare, esaltano negativamente le reazioni dei giovani che difendono la propria terra, ma nascondono le folle e la violenza dello stato sempre più simile a quelle dittatoriali. Le reazioni sono nate dopo astuti attacchi delle forze dell'ordine ma la violenza più grande è ormai la loro presenza ad occupare con la forza una terra non loro. Si inventeranno la presenza di Black Bloc e altre fantasiose organizzazioni, simuleranno prodotti chimici e altre armi letali usate dai "ribelli" ma, sul campo, l'arma più letale che abbiamo visto è stata una fionda contro i super corazzati "Robocop" blu.
DAL CANALE DI  krowork1 
http://www.youtube.com/user/krowork1

giovedì 7 luglio 2011

Il Punto 6 luglio 2011

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ilpuntotvhttp://ilpuntotv.blogspot.com/ La valle non S'usa. Il governo vuole il TAV e anche l'opposizione quando era maggioranza sosteneva la necessità di un'opera inutile, costosa e dannosa. Dopo la manifestazione nazionale del 3 luglio, ministri, rappresentanti del PD e dell'IDV si sono subito profusi in encomi alle forze dell'ordine attaccando i criminali, i violenti e i ribelli della Val si Susa che si oppongono alla devastazione della loro valle e delle finanze pubbliche. Sì, perchè contrariamente a quanto spacciano i media, il finanziamento europeo è del tutto marginale rispetto ai miliardi che gli Italiani dovranno pagare per una nuova linea di trasporto merci, quando già oggi la capacità delle infrastrutture esistenti è ampiamente sottoutilizzata. Il popolo della Val di Susa e tanti Italiani sono per la vivibilità della valle e quindi si oppongono al TAV. In un paese democratico e civile, basato sulla sovranità popolare come beffardamente scritto nella Costituzione, questa volontà diventerebbe legge. Ma sisa...l'Italia è tutt'altra cosa.

mercoledì 6 luglio 2011

Isolare i Violanti

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di Gigi Roggero 
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Lo abbiamo chiamato da tempo il Partito di Repubblica, e non sbagliavamo. Ma attenzione, non si tratta di un nuovo partito, bensì di un partito nuovo, capace di interpretare la crisi irreversibile della rappresentanza e l’esaurimento definitivo proprio della forma-partito. Come le imprese del capitalismo cognitivo, così il Partito di Repubblica (d’ora in avanti PdR) non pretende di rappresentare, a monte, soggetti o blocchi sociali definiti: agisce invece a valle, catturando passioni e comportamenti, interpretandoli per produrre opinione pubblica e darne dunque, artificialmente, forma organizzata. Lo abbiamo visto con il movimento studentesco e universitario in autunno, disincarnato e astratto nell’icona del bravo giovane di XL, che ama i libri e la Cultura, indignato con Berlusconi ma non con il sistema di cui é parte integrante, tifoso della costituzione formale e non certo protagonista sovversivo della costituzione materiale, difensore del pubblico e perciò estraneo al comune, un po’ ribelle anagraficamente ma mai rivoluzionario. E poi sono venute le “donne”, ridotte a categoria sociologica e morale che identifica tutte coloro che se la prendono indistintamente con le corrotte e i corruttori, con le nipoti di Mubarak e il bunga bunga, e non certo con i rapporti di sfruttamento e precarizzazione in cui tutto ciò avviene. Ancora, i referendum: ignorati dal PdR fino alle elezioni amministrative, sono diventati nell’ultimo mese oggetto di una frenetica mobilitazione all’insegna del “vento che cambia”.

martedì 5 luglio 2011

Vent’anni di lacrimogeni?

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Scritto da Pino Cabras
di Pino Cabras – Megachip.
Vent’anni di lacrimogeni e di arresti, vent’anni di popolazione perennemente ostile. Questo è uno dei prezzi che ormai sembra disposto a pagare chi si ostina a fare la linea TAV in Val Susa. Gli altri prezzi gli osservatori onesti li hanno già squadernati davanti a noi: sono le devastazioni ambientali, sono le decine di miliardi dirottati dalle infrastrutture necessarie e dalla scuola per essere inceneriti nell’affarismo politico delle classi dirigenti italiane. Vent’anni di lacrimogeni sono un prezzo da esercito coloniale, sono cifre da Cisgiordania occupata.
In un clima di conflitto così forte giocano la loro parte infiltrati e provocatori, ma il centro del discorso politico non potrà essere quello, sebbene i violenti pesino e svolgano perfettamente il loro ruolo, quando suscitano moniti, “riflessi d’ordine” e tutte le prevedibili risposte stereotipate che il ceto politico italiano sa sfoderare ancora oggi, dopo decenni di strategie della tensione che non gli hanno insegnato nulla (ma a qualcuno fin troppo). La casta è aggrappata a una certa idea della legalità, una legalità chimica permanente, uno Stato che odora di orto-cloro-benzal-malonitrile. Moltiplichiamo i candelotti lacrimogeni di queste settimane in Val Susa per tutti i casi italiani in cui c’è un conflitto latente fra lo Stato e una comunità locale, e avremo una guerra civile chimica che modifica il concetto di legalità su una scala più vasta.
Siamo di fronte a un passaggio preoccupante, che non incontra vere opposizioni all’interno del sistema dei partiti, anzi.

lunedì 4 luglio 2011

Fermare i violenti in divisa

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Torture e violenze in val Susa.

Lacrimogeni CS

Libertà immediata per gli attivisti fermati

3 / 7 / 2011
Chi ha guardato il telegiornali (tutti, nessuno escluso) della straordinaria giornata di lotta in val Susa non ha potuto sapere nulla. Se non la versione dei comandi dei carabinieri, della finanza, della polizia.
Chi ha visto i tg non ha saputo che tre nostri fratelli sono stati tra i molti aggrediti, picchiati, feriti gravemente e sottoposti a torture.
Jacopo, studente veneziano di 19 anni, è tuttora in ospedale con traumi gravissimi ed in condizioni molto serie. Il poliziotto che gli ha sparato una granata lacrimogena da guerra lanciata ad alzo zero lo ha fatto volontariamente e sapendo di poter uccidere.
Fabiano, del Centro sociale TPO ed attivista per la giustizia ambientale e sociale -non “un pregiudicato” come riportato dai lanci di agenzia- è stato ferito gravemente riportando traumi lacero-contusi al capo, il setto nasale fratturato ed ha una mano spaccata. 
Fabiano è stato picchiato per ore, anche con un tubo di metallo, e sottoposto a torture dopo il suo fermo, fino a rendere necessario il suo trasporto d'urgenza con elicottero in ospedale.
Gianluca, attivista del Centro sociale Rivolta è stato fermato e trasportato in ospedale per le botte ricevute.
Agli arrestati è stato riservato un trattamento violento e privazione delle cure mediche (tant'è che posti di blocco hanno più volte tentato di impedire il passaggio dell'ambulanza per soccorrere i feriti). Chi lo ha fatto è un torturatore in concorso con altri, che vestono la stessa divisa.
A distanza di 10 anni da Bolzaneto, le pratiche dei reparti mobili italiani non sono cambiate per nulla.

domenica 3 luglio 2011

manifestazione no tav streaming livestre.am/9CV via @livestream

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Watch live streaming video from perilbenecomune at livestream.com
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sabato 2 luglio 2011

Assemblea notav bussoleno dopo la maddalena

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InfoautLive
Video streaming by Ustream
http://www.ustream.tv/channel/notav1

NOTAV  


giovedì 30 giugno 2011

Chiomonte: utilizzati lacrimogeni contenenti CS, arma chimica vietata nelle guerre internazionali.

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Come testimoniato dalla sottoscritta, da tutti i presenti e da diversi giornalisti, durante lo sgombero della Maddalena di Chiomonte le forze dell’ordine sono ricorse pesantemente all’utilizzo di gas lacrimogeni.
Nella foto sottostante, scattata ad una delle innumerevoli cartucce ritrovate sul posto, si legge chiaramente: “lacrimogeno al cs” (orto-clorobenziliden-malononitrile).

TAV - Tutta la verità

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Asterisco - Storia e numeri della Torino-Lione, dal 1990 ad oggi


TAV, una storia lunga 20 anni, una corsa contro il tempo.



martedì 28 giugno 2011

NO TAV appello per manifestazione nazionale 3 luglio

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Gente determinata e compatta per combatter una battaglia che non deve e non può rimanere solo degli abitanti della Val di Susa, Domenica 3 luglio, l'Italia si deve incontrare in quella valle per urlare "NO TAV"


nikilneroVisita e iscriviti sul canale di NIKILNERO: https://www.youtube.com/user/nikilnero

lunedì 27 giugno 2011

Val Susa, lanci di sassi e lacrimogeni La polizia sfonda le barriere dei No Tav

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Durante la risalita lungo la strada che porta al presidio della Maddalena le forze dell'ordine hanno rimosso tutti gli ostacoli e i manifestanti si sono dispersi nei boschi

Durante la risalita lungo la strada che porta al presidio No Tav della Maddalena le forze dell’ordine hanno rimosso tutti gli ostacoli che i manifestanti hanno usato per impedire l’accesso all’area dove è prevista la realizzazione del cantiere per la linea ferroviaria Torino-Lione.
Al momento dello sfondamento, il presidio ha tentato di bloccare le forze dell’ordine segando un grande albero di pino, ma la persona che stava tentando di tagliare l’albero è stata allontanata e non è riuscita a completare l’operazione.
Dopo il fitto lancio di lacrimogeni, i poliziotti sono riusciti a entrare sia a Nord, a fianco dell’autostrada, sia a Sud a fianco della cosiddetta “Centrale” facendo confluire i manifestanti nel piazzale.


Un militante – conosciuto con il nome di Turi – ha saltato la staccionata per andarle contro ed è stato bloccato con rudezza e colpito dagli agenti che lo hanno immobilizzato. Il manifestante è stato bloccato mentre si avvicinava al mezzo tenendo in mano due pezzi di aglio “con i quali – ha successivamente riferito agli agenti – voleva benedire i mezzi”. L’uomo – hanno riferito fonti della Questura di Torino – con disegni di colore rosso sul viso, è sceso da una scaletta fra le due gallerie dell’autostrada ed è stato bloccato prima che raggiungesse il mezzo, ma – hanno precisato le stesse fonti della Questura del capoluogo piemontese – non è stato colpito in alcun modo. Dopo essere stato bloccato, è stato condotto in un’area di sicurezza, identificato e poi rilasciato.


Da Chiomonte la cronaca del giornalista Lorenzo Galeazzi

venerdì 17 giugno 2011

Diretta streaming dal presidio NO TAV ..

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InfoautLiveVideo streaming by Ustream
http://www.ustream.tv/channel/notav1

NOTAV  

lunedì 30 maggio 2011

Solidarietà Rete Viola ai NO TAV

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NO TAV
La Rete Viola esprime tutta la  sua solidarietà al movimento NOTAV che da oltre vent'anni è impegnato nella difesa dei beni comuni, della salute pubblica e della democrazia stessa. Visto il probabile uso massiccio di forze dell'ordine e la preannunciata militarizzazione per imporre con la forza la costruzione della ferrovia ad alta velocità contro la volontà espressa dalla popolazione, invitiamo tutti i cittadini ad impegnarsi attivamente per sostenere questi cittadini che si oppongono fermamente ma pacificamente a un'opera di forte impatto ambientale, diffondere le informazioni da sempre censurate da tutti i media e condividere attivamente questa nuova resistenza.
 Il movimento presidia 24 ore su 24 la località La Maddalena a Chiomonte, l'invito è di unirsi agli attivisti e raggiungere il presidio, in questi giorni "caldi" fino al 31 maggio, per passare dalla solidarietà alla condivisione.
C'è posto per tende, c'è una splendida natura che chiede di essere protetta, c'è voglia di resistere, insieme, per difendere i diritti di tutti.

martedì 7 dicembre 2010

Beppe Grillo e i sigilli della Tav

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Leggo di essere stato denunciato dai Carabinieri per aver rotto i sigilli a una baita costruita come presidio dal movimento No Tav.
(ANSA) - CHIOMONTE (TORINO), 5 DIC - Beppe Grillo, leader del movimento Cinque Stelle, e' entrato oggi nella baita costruita dal movimento No Tav, violando i sigilli posti dalla magistratura. I sigilli, in realta', erano gia' stati portati via dal vento.
La baita c'era insieme a molti valligiani in un freddo polare a difesa della Val di Susa. Dei sigilli, invece, neppure l'ombra. Mi è stato riferito che li avrebbe portati via il vento. Voglio dichiarare ufficialmente che io non ho nessun rapporto con i venti piemontesi, anzi le giornate di vento mi danno pure fastidio. Se necessario sono disposto a testimoniare contro il vento antigovernativo che si sta levando un po' da tutte le parti. I sigilli li ha rotti lui, io non c'entro.
Leggo ancora che:
"La Stampa - Grillo è entrato nella baita e ha ANCHE tagliato un pezzo di legno del rivestimento interno".
Questo è vero,  l'ho fatto! Lo ammetto, ho perso la testa, ho afferrato una sega e ho tagliato un pezzo di legno. Quando è giusto è giusto. Non mi va di mentire. Mi sono accanito su un tronco di abete. Non avrei dovuto, è una di quelle azioni di cui ti penti per tutta la vita. Se camminate in un bosco e vedete una baita con gente allegra, che beve vino e mangia polenta, insomma i soliti no global, mi raccomando non entrate e non toccate nulla. Non mettetevi anche voi nei guai.
Sulla TAV i partiti sono tutti d'accordo. E' una torta colossale a cui non vogliono rinunciare. Tra tutte le opere inutili a carico dei contribuenti è la più inutile. Stima prevista tra i 12 e i 15 miliardi, contributi europei 672 milioni, i soldi per le opere ovviamente anticipati dallo Stato, cooperative rosse, grigie e bianche pronte come degli avvoltoi, infiltrazioni mafiose certe, 40 chilometri di tunnel, 12/14 anni per finire il lavoro. Il tutto per far transitare merci che con l'attuale linea ferroviaria (perché esiste già una linea ferroviaria...) diminuiscono anno dopo anno del 10/15%, per un treno che in galleria non potrà superare i 120 km orari. E' una presa per i fondelli a cui si stanno arruolando le grandi firme a partire dal Corriere della Serva. Lo stesso contributo europeo è una panzana per i gonzi, per giustificare la TAV, che in realtà trasporta merci e si dovrebbe chiamare TAC (Treno ad Alta Capacità). L'Italia versa alla UE circa 13 miliardi ogni anno e ne riceve solo 9. Gli altri finiscono alle nazioni in via di sviluppo (esempio Romania e Bulgaria) che incentivano le nostre aziende a delocalizzare. Ci insaponiamo la corda e ci impicchiamo da soli. La Tav è una scemenza, i documenti che lo provano sono centinaia, mentre a sostegno non c'è nulla se non la litania dei fondi europei.

fonte : http://www.beppegrillo.it/

domenica 10 ottobre 2010

Valle Susa compatta, sei chilometri di corteo contro la Tav

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Da Vaie a Sant’Ambrogio lungo la statale 24 si è snodato un unico serpentone umano, coloratissimo e allegro. La Val Susa continua a stupire per la compattezza del suo movimento. Il corteo era aperto dalla quasi totalità dei sindaci di valle con la fascia tricolore. Da molto tempo non accadeva. 

Il movimento si prepara a sventare i probabili golpe” invernali. A gennaio potrebbe partire la cantierizzazione dei boschi di Chiomonte. 

di Maurizio Pagliassotti (Liberazione del 10 ottobre 2010) 
Manifestazione “oceanica” in Val Susa. Come si può definire diversamente il corteo lungo sei chilometri che ha attraversato la valle ieri pomeriggio? Da Vaie a Sant’Ambrogio lungo la statale 24 si è snodato un unico serpentone umano, coloratissimo e allegro. La Val Susa continua a stupire per la compattezza del suo movimento, dato per morto da chi (media, Osservatorio tecnico di Virano e politici di ogni colore favorevoli all’opera) ha l’obbligo di raccontare favole tranquillizzanti affinché si possa giungere alla agognata apertura dei cantieri. E’ un gioco molto pericoloso quello che questi signori portano avanti con le loro parole dissennate, volte a raccontare un territorio ormai favorevole all’opera, o quantomeno molto meno battagliero rispetto il tremendo 2005, l’anno degli scontri e dei tumulti di piazza. 

mercoledì 6 ottobre 2010

IN VAL DI SUSA TORNA L'INCUBO TAV E IL NO SI FA ASSORDANTE

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Sembrano ormai giunti al termine gli ultimi cinque anni anni di melina politica, condotti all'ombra dell'Osservatorio presieduto da Mario Virano, con lo scopo di smorzare le resistenze delle amministrazioni locali, spostandone le posizioni dalla belligeranza attiva al collaborazionismo semi incosciente.
 Anni durante i quali l'incubo del TAV è sopravvissuto in atmosfere chiaroscurali dietro le porte chiuse, dispensando equilibrismi onirici sotto forma di suggestioni, prebende ed accordi sottobanco travestiti da mediazioni e ingenui tentennamenti elevati al rango di condivisione dell'opera.
 Un periodo interlocutorio iniziato nel dicembre 2005 dopo lo sgombero del cantiere di Venaus  da parte della popolazione e giunto in dirittura d'arrivo lo scorso mese di gennaio, quando Mario Virano ha inaugurato la stagione dei sondaggi farsa, volta a saggiare l'entità del presunto ridimensionamento della contestazione NO TAV, per poi abbandonarli lestamente non appena preso coscienza del fatto che la defezione di molti amministratori non aveva scalfito minimamente l'entusiasmo e la tenacia delle decine di migliaia di cittadini che continuano ad opporsi all'opera, anche mettendo a rischio la propria incolumità personale.

Lo scorso mese di agosto, probabilmente confidando nelle proprietà taumaturgiche del “periodo balneare” il gruppo di potere economico e politico che da vent'anni si propone la devastazione della Valle di Susa in funzione di una linea per treni ad alta velocità che non hanno né avranno merci o passeggeri da trasportare, ha definitivamente calato la maschera, presentando ufficialmente il nuovo progetto preliminare dell'opera. Un progetto messo a punto “segretamente” durante questi cinque anni nel buio delle stanze del potere, dove è opinione diffusa che sia cosa buona e giusta decidere del futuro dei territori e dei cittadini che li abitano, passando direttamente sopra la loro testa, senza neppure prendersi il disturbo d'interpellarli.....


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