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lunedì 22 agosto 2011

Discarica, ci siamo sostituiti noi a "chi di dovere"

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 Basta con le discariche, ci siamo sostituiti noi a "chi di dovere"PRENOTA LA TUA PRESENZA AL Congresso online quattro, sono passi per partecipare
http://www.tvradicale.it/node/546

lunedì 6 giugno 2011

AIR - La rivoluzione della mobilità - L'automobile del futuro - ZEROGAS....

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 DA OGGI DICHIARIAMO GUERRA ALLA BENZINA, CON LA NUOVA AUTO AD ARIA COMPRESSA.
NOI L'ALTERNATIVA VE L'ABBIAMO OFFERTA, ORA STA A VOI FAR GIRARE QUESTO MESSAGGIO SU FACEBOOK TRAMITE MAIL PERCHE' LA GENTE APRA GLI OCCHI, SPAMMATE OVUNQUE!  http://www.zerogas.it/air/   

CHE LA RIVOLUZIONE ZEROGAS ABBIA INIZIO! 

Quanti di noi vorrebbero un auto che non bruci benzina, completamente ecologica, che non costi molto facile da usare in tutta liberta.? Quanti di noi guardando al mercato mondiale dell'auto si sono spesso chiesti se fosse possibile fare qualcosa di alternativo, senza trovare risposta. Quanti di voi si sono sempre sentiti costretti ad accettare il "mercato" calato dall'alto a senso unico senza avere la possibilità di opporsi? Zerogas vuole offrire la risposta: AIR, la piattaforma in rete per rendere possibile una mobilità rivoluzionaria. AIR è un portale che è stato pensato per gestire e rendere fruibile, mettendolo a disposizione di tutti, un gruppo di acquisto di auto ad aria compressa.

venerdì 8 aprile 2011

Inceneritori spa. Quando il cittadino è costretto a sovvenzionare il proprio avvelenamento

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di Marco Cedolin
Anche analizzandola dal punto di vista esclusivamente economico la pratica dell’incenerimento dei rifiuti si rivela assolutamente disastrosa, a tal punto che se in Italia gli inceneritori non fossero pesantemente sovvenzionati attraverso il denaro dei cittadini, la loro costruzione e gestione non avrebbe economicamente alcun senso. Negli Stati Uniti che possono essere considerati il paese dove nacque l’incenerimento, già nel 1993 il Wall Street Journal definiva l’uso degli inceneritori per smaltire i rifiuti urbani come un vero disastro per le amministrazioni pubbliche e per i contribuenti.
Mentre l’Italia continua a praticare investimenti colossali nella costruzione di nuovi impianti d’incenerimento, proponendo i forni inceneritori come l’unica e più moderna risorsa indispensabile per gestire il problema dello smaltimento dei rifiuti, la maggior parte degli altri Paesi hanno smesso da tempo di considerare quella dell’incenerimento come una strada sulla quale occorre investire e si stanno orientando in direzioni opposte che privilegiano la raccolta differenziata, il riciclaggio ed il riutilizzo. Perfino le nazioni storicamente più propense ad incenerire i rifiuti, come gli stati Uniti ed il Giappone, da anni non stanno più costruendo nuovi inceneritori ed hanno iniziato a demolire quelli vecchi. In Svezia la costruzione degli inceneritori è stata abbandonata a favore della raccolta differenziata dei rifiuti, mentre 62 paesi nel mondo già aderiscono all’Alleanza globale contro gli inceneritori (GAIA)......
Solamente in Italia i forni inceneritori, qualora contemplino il recupero energetico, sono impropriamente definiti termovalorizzatori al fine di accreditarli presso l’opinione pubblica di una falsa immagine positiva che invece non posseggono. In realtà gli inceneritori non valorizzano un bel nulla, anzi contribuiscono a dissipare l’energia, distruggendo i materiali riciclabili presenti nei rifiuti, recuperando solo un decimo dell’energia in essi contenuta, mentre tramite il riciclaggio potrebbe esserne recuperata oltre il 50%.
L’Italia è l’unico stato europeo che finanzia l’incenerimento dei rifiuti, equiparandoli di fatto alle fonti rinnovabili, incentivando in questo modo la produzione di rifiuti, anziché la loro riduzione come prevede la normativa europea. Nessun altro stato in Europa ha scelto una strada di questo genere, mentre al contrario alcuni stati come Germania, Austria, Belgio e Danimarca impongono ai gestori d’inceneritori il pagamento di una tassa per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, disincentivando in questo modo l’incenerimento dei rifiuti e la loro produzione.

giovedì 17 marzo 2011

DOSSIER RIFIUTI a cura di Marco Calgaro (IDV Sez. Novara)

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DOSSIER Rifiuti
Discariche ed Inceneritori - L’alternativa oggi esiste
 
Al punto 8 del programma in 11 punti dell’ Italia dei Valori  “ Ambiente e qualità della vita “ troviamo scritto :  “ Incentivare il riciclo rifiuti con raccolta differenziata all'80% in tre anni, riutilizzando integralmente i materiali recuperati, al fine di ridurre gli smaltimenti in discarica e negli inceneritori, assumendo – come orizzonte strategico – l’obiettivo “rifiuti zero” “
Si può oggi pensare ad un sistema di gestione dei rifiuti che sia economicamente vantaggioso e che non leda la salute e non rovini l’ambiente ?  La risposta è SI !

1. Direttive Europee: primo ridurre e riciclare i rifiuti. Incenerimento non è riuso né riciclo
Tutte le Direttive Europee sui rifiuti stabiliscono che il problema va risolto con la riduzione/prevenzione dei rifiuti all'origine (vuoto a rendere, vendita di liquidi – detersivi, latte, vino, etc - alla spina, compostaggio domestico, etc.), la raccolta separata dei materiali, il riciclo e la produzione di nuove merci, la progettazione di merci più facilmente riciclabili. Solo in via del tutto subordinata si può ricorrere a discariche ed inceneritori.
Una furbesca interpretazione di tali direttive fa credere che gli inceneritori (chiamati solo in Italia "termovalorizzatori") comportino la riutilizzazione dei rifiuti. In realtà, anche se il calore della combustione è utilizzato per produrre elettricità, si tratta sempre di tecnologie a bassissimo recupero di energia: riciclare la carta fa recuperare 4 volte l'energia che si produce bruciandola; riciclare le plastiche fa recuperare da 10 a 26 volte l'energia prodotta col loro incenerimento.

mercoledì 8 dicembre 2010

BRUCIARE I RIFIUTI NON CONVIENE: DA NESSUN PUNTO DI VISTA

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Bruciare i rifiuti avvelena la terra, l’aria e l’acqua, provocando seri danni alla salute. Invece, i rifiuti differenziati potrebbero essere fonte di notevoli vantaggi economici, nel rispetto degli esseri viventi. DiAmato Lamberti

Forse, sui rifiuti si è scritto e detto fin troppo. Da anni non facciamo che ripetere le stesse cose ma non riusciamo ad avere interlocuzione con coloro che decidono sulla testa dei cittadini senza mai sognarsi neppure di consultarli. Non si tratta di essere pessimisti o catastrofisti, tantomeno per partito preso. D’altra parte solo chi ha interessi da difendere prende partito per questa o quella soluzione. Il mio è un discorso semplice: bruciare i rifiuti non conviene né da un punto di vista ambientale, né da un punto di vista della salute della gente e degli animali, né, tantomeno, da un punto di vista economico.

lunedì 6 dicembre 2010

Discariche ? No grazie. Figuriamoci gli inceneritori!

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Come suggerito a più riprese dalla Sig.ra Carla Poli, imprenditrice del Centro Riciclo Vedelago, i rifiuti hanno un valore e non si devono chiamare rifiuti, ma risorse. RISORSE!
Con la differenziata porta a porta e con il riciclo di queste risorse, i rifiuti di Napoli e di tutta l’ITALIA non potrebbero mai essere un problema sanitario.
E nemmeno una forma di solidarietà : sarebbero soldi ben recuperati e risparmiati. E parliamo di somme a tanti zeri.
Ma ci vuole qualcuno diverso dalla maggior parte dei politici ed amministratori attuali perché questa possa diventare cosa comune.
SIAMO PRONTI A METTERCI IN TESTA UN ELMETTO?
 Su cortese segnalazione della dottoressa Patrizia Gentilini pubblichiamo con piacere un articolo della ISDE (Associazione Italiana Medici per l’Ambiente )

I RISCHI CONNESSI ALLE EMISSIONI

DEGLI INCENERITORI

LA GUERRA DEI RIFIUTI (quarta puntata)

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Bassolino, nel 2005, assolto al suo mandato di commissario straordinario all’emergenza rifiuti, (il “come” lo abbiamo raccontato nella puntata precedente e lo sta verificando un processo in corso a rischio prescrizione), dichiara: “Quando sono arrivato alla Regione il piano già c’era. A decidere non sono stato io. Tutte le scelte più importanti erano state già fatte”….
La stessa Iervolino, eletta sindaco nel 2001, già nel 2003 dichiara: “Ci stiamo avviando alla normalità” per poi ribadire appena otto mesi dopo “Abbiamo qualche problema (soltanto?), ma da noi le mafie non esistono” e solo nel 2005 si accorgeva che: “Napoli deve avere il termovalorizzatore” (doveva averlo nel 2000 !).
Un lavarsi le mani che segna tutta la gestione del problema rifiuti da parte del centrosinistra in Campania.
Eppure proprio nell’estate del 2004 viene pubblicato, sulla rivista medica “The Lancet Oncology”, uno studio sull’incidenza tumorale in Campania, fatto dal dottor Alfredo Mazza, ricercatore in fisiologia Clinica del CNR di Pisa. Lo studio si riferisce ad un’area compresa tra Acerra, Pomigliano d’Arco, Nola e le falde settentrionali del Monte Somma (Parco nazionale del Vesuvio),zona che divenne poi nota come “triangolo della morte”.
Le statistiche sono agghiaccianti e si scontrano con le parole di chi avrebbe dovuto controllare e gestire e non lo ha fatto!
Nel “triangolo”, dati 2004, vi ci abitano 550.000 persone (attualmente circa un milione), e l’indice di mortalità (percentuale calcolata sul numero di morti l’anno per ogni 100mila abitanti) per tumore al fegato è del 38,4 e del 20,8 rispettivamente per gli uomini e per le donne, a fronte di una media nazionale del 14. Superiori alla media nazionale anche i casi di tumore alla vescica e al sistema nervoso.
Lo studio rileva un inquinamento provocato dalla presenza di rifiuti tossici provenienti, soprattutto, dalle industrie del nord Italia, come rivela il boss Gaetano Vassallo, legato al clan dei Casalesi.
Un traffico “permesso” dalla diffusa corruzione di politici e funzionari del commissariato di Governo.
Nel territorio e negli stessi abitanti si trovano alte concentrazioni di PCB, prodotti da industrie chimiche assolutamente assenti nella nostra regione.
Ed è nello stesso 2004 che , ad Acerra, scattano le violente proteste della popolazione contro la costruzione dell’inceneritore in un’area già devastata dalla presenza della Montefibre, azienda chimica specializzata nella produzione di acrilici.
Nell’area, già dal 2002, c’era una presenza elevata di diossina, causa principale della decimazione di bestiame (soprattutto pecore) che gli allevatori denunciavano. Le stesse falde acquifere risultavano fortemente inquinate, tanto da costringere alla chiusura di 79 pozzi artesiani.
Ed ancora sono del 2001 le indagini della procura di Milano su un colossale traffico di rifiuti tossici ed inquinanti da brescia verso Napoli e Caserta (circa 18.000 tonnellate), e quelle della Procura di Santa Maria Capua Vetere (Operazione Cassiopea) che vedono indagate 98 persone tra imprenditori settentrionali, faccendieri e mediatori per aver “smaltito”, solo nella provincia di Caserta, 1 milione di tonnellate di rifiuti tossici.
Un vero e proprio “programma” di avvelenamento di una intera regione, divenuta la pattumiera d’Italia !
Redazione Punto Rosso a cura di Stefano Federici

mercoledì 24 novembre 2010

DIO RICICLA IL DIAVOLO BRUCIA - PAUL CONNETT

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ED ANCHE : 


LEGGI LE RISPOSTA DEL COMITATO ALLE DICHIARAZIONI DELL'ASSESSORE BRAMERINI, SINTETIZZATE IN QUESTO ARTICOLO.


 http://www.noinceneritorediscarlino.org/

giovedì 7 ottobre 2010

COSA SI NASCONDE SOTTO L'INCENERITORE DI ACERRA

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Che il feeling tra il governo e le forze di polizia non sia ai suoi massimi storici, è venuto in evidenza per la rapidità con cui il caso del presunto "attentato" al direttore del quotidiano berlusconiano "Libero", Maurizio Belpietro, è stato lasciato sgonfiare. Il ministro degli Interni Maroni, che già discettava trionfalmente di imminente pericolo di nuovi attentati, si è trovato perciò di colpo senza le stampelle per far recitare al governo la parte della vittima del terrorismo. 
Appena qualche giorno fa anche la "notizia" della presenza di "anarcoinsurrezionalisti" negli incidenti legati alla emergenza-rifiuti in Campania aveva subito la stessa sorte ingloriosa. In questa situazione di perenne emergenza-rifiuti, Maroni ha peggiorato le cose dichiarando che il governo non ha mai lasciato Napoli, ed in effetti, visto ciò che sta accadendo, erano già in molti a sospettare che il governo non se ne fosse mai andato.

Per fortuna in soccorso del governo è arrivato il solito Walter Veltroni, che si è messo a fare prediche razzistiche ai cittadini campani che non dimostrano entusiasmo e senso della comunità allorché gli viene collocata una discarica o un inceneritore sotto casa. Nel frattempo Berlusconi cercava di scaricare tutta la responsabilità dell'emergenza-rifiuti sulle giunte di centrosinistra, ed in particolare, sul sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino, colpevole, a suo dire, di non aver attuato la raccolta differenziata.

martedì 5 ottobre 2010

ZEROGAS.IT - Apriti all'energia

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zerogas


"La profezia di Celestino" è un racconto che intreccia parabola e avventura per offrire un proprio percorso d'iniziazione. Un antico manoscritto, contenente nove chiavi per interpretare l'esistenza, viene scoperto in Peru`e diviene oggetto di studi e di ricerche...Il governo e la Chiesa peruviani cercano in tutti i modi di distruggerlo e perseguitano tutti coloro che sono in possesso di alcune sue parti...Uno psicologo americano si lascia coinvolgere nella ricerca del testo completo, per trovare il quale dovrà affidarsi al flusso delle coincidenze della vita di ogni giorno che, una volta interpretate, portano verso il proprio autentico destino.



La profezia di Celestino è un romanzo di James Redfield del 1993.
Un film con il medesimo titolo e basato sul libro, è uscito nelle sale nel 2006
ed poi ancora :

giovedì 30 settembre 2010

Terzigno. Rifiuti radioattivi nella discarica. I Verdi denunciano

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Si è conclusa l'occupazione da parte dei sindaci vesuviani della sede della giunta provinciale di Napoli. La decisione al termine di un incontro con il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro e l'assessore all'Ambiente, Giuseppe Caliendoculminata con la decisione di istituire un tavolo tecnico permanente per trovare tutte le possibili alternative alla apertura della seconda discarica di Terzigno, in località Cava Vitiello. Il tavolo tecnicosarà composto dal presidente della provincia Cesaro,colui che aveva già promesso, mesi e mesi fa, di trovare un'altra alternativa, deludendo pienamente, i sindaci dei comuni vesuviani che, al massimo, potranno visionare e monitorare il lavoro del tavolo, si dubita avranno voce e potere in capitolo, la Sapna, società provinciale, partecipata di Palazzo Matteotti che dovrebbe gestire il ciclo integrato dei rifiuti,ciclo, al momento, inesistente. La Sapna ha al momento un bilancio in rosso e deve provvedere al versamento fondi ad Asia per pagare i 150 dipendenti. I controllori, chi li controlla?

venerdì 24 settembre 2010

Rifiuti, nuovi roghi nella notte A Terzigno ferito un poliziotto

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L'EMERGENZA

Proteste alla discarica ai piedi del Vesuvio. Un agente ferito a un labbro da una pietra. A Napoli raccolte 1300 tonnellate di immondizia. Ne restano 700 sulle strade. Iervolino: "Ripuliremo la città"

Nuovi disordini nella notte alla periferia di Napoli per la raccolta dei rifiuti, dopo il raid vandalico nel autoparco di Enerambiente dove sono stati ditrutti 46 compattatori. Ancora una volta la protesta è esplosa a Terzigno, dove alle falde del Vesuvio sorge una delle discariche più grandi della provincia: alcuni cittadini hanno fermato due mezzi compattatori che stavano uscendo dalla discarica, tra via Panoramica e via Zabatta, e li hanno dati alle fiamme. Tuttavia un centinaio di camion scortati dalle forze dell'ordine ha comunque scaricato nell'ex cava Sari, uno dei due sversatoi del napoletano su cui si accentra la protesta dei comitati civici.

I roghi  Raid vandalico Le proteste  L'incubo rifiuti

Tensioni, tafferugli, poi il lancio di un sampietrino mentre i vigili del fuoco spegnevano le fiamme dei mezzi, sasso che ha colpito il vice questore Sergio Di Mauro, che, trasportato all'ospedale di Scafati, ha avuto una prognosi di 15 giorni, 10 punti di sutura alla bocca e ha perso un dente. La polizia ha effettuato anche una carica di alleggerimento. Poi 90-100 camion sono riusciti a conferire in discarica. Questa mattina il presidio della rotonda di Bosco Reale è più tranquillo, ma ci sono ancora 40 manifestanti.

venerdì 17 settembre 2010

L’emergenza rifiuti a Napoli non è mai finita. Le foto delle strade

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emergenza rifiuti napoli giuglianoRifiuti.  L’emergenza rifiuti a Napoli e in Campania non èmai finita, checchè dicano e strombazzino i media nazionali. Centro città a parte, sulle strade continuano ad esserci mucchi enormi (enormi!) di immondizia.

Vi porto a spasso per le vie della periferia residenziale attraverso le foto che Luigi Alfano mi ha inviato da Giugliano, a un tiro di schioppo dal capoluogo. E intanto vi dico come è nata la cosa, e vi chiedo di dedicare un po’ più di attenzione all’ultima delle foto che vedrete: ahimè una vera chicca, da conservare e ingrandire.

Pochi giorni fa ho scritto dellinceneritore di Acerra finito KO. Doveva mangiarsi i rifiuti napoletani: invece è fermo. Il mio post è stato ripreso su Facebook da Informare per Resistere, un gruppo che offre gratuitamente ai quasi 300.000 iscritti una sorta di rassegna stampa con il meglio tratto dalle news on line e dai blog.

In quel post (oltre a sottolineare che discariche e inceneritori non sono secondo me la soluzione) mi chiedevo se l’immondizia di Napoli tornerà in strada, ora che l’impianto di Acerra non funziona.


sabato 11 settembre 2010

Centrale a Biomossa PowerCrop: la Regione dice si

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Qualche giorno fa il quotidiano "il Centro" pubblicava la notizia che la Regione Abruzzo ha approvato la V.I.A di un impianto a biomasse ubicato all'Aquila.
In realtà mi trovo costretta a dover evidenziare la mala informazione fatta dal quotidiano.

Ho appena finito di parlare con l'ufficio tecnico V.I.A della Regione Abruzzo, dal quale mi è stato spiegato che ciò che la commissione ha approvato in data 7 settembre 2010 non è quello di cui riporta il quotidiano "il Centro" ma è l'impianto a biomasse della PowerCropSi tratta del famoso mostro ecologico ed economico da 32 MWe (95 MWt) che dovrebbe nascere nel cuore del Fucino, ad Avezzano con la scusa della riconversione dell'ex Zuccherificio di Celano e il ricatto dei posti di lavoro da salvare.

sabato 4 settembre 2010

INCENERITORI DI RIFIUTI

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E’ stato fatto un recente studio da due scienziati modenesi in collaborazione con Beppe Grillo, in cui si dimostra che vi sono prodotti alimentari regolarmente venduti in Italia e nel mondo, che contengono particelle di metalli pesanti altamente cancerogene, provenienti dal fumo di “termovalorizzatori”, che altro non sono, se non INCENERITORI DI RIFIUTI.
Come testimonia Grillo nel suo spettacolo, queste micro particelle sono molto più pericolose delle macroparticelle dei gas di scarico delle auto, (le quali si depositano nei polmoni e comportano tosse e asma) perché entrano nel nostro sangue e si annidano negli organi rimanendovi per sempre e provocando purtroppo gravi forme di cancro.


giovedì 12 agosto 2010

Marcianise brucia. In fiamme rifiuti tossici in località Carbone

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Interessati dall'incendio anche bidoni contenenti liquidi sospetti già oggetto di denuncia nel 2008 da parte di Elisa Maietta

MARCIANISE - “Martedì 10 agosto, ore 15,00. Un incendio di rifiuti tossici, in Località Carbone, innalza una nube tossica che si dirige verso la città”. E’ quanto si legge in una nota diramata dal Comitato Mamme. “Alle 15,30 uno dei componenti del Comitato Mamme (Elisa Maietta ndr) allerta telefonicamente il sindaco Antonio Tartaglione. L’incendio continua ad allargarsi imponente lungo tutta la strada - continua la nota - e distrugge i giardini in coltivazione nei dintorni. Tempestivamente si chiamano i vigili del fuoco. Invano la telefonata in quanto l’operatore risponde che i moduli erano impegnati per il crollo della casa in via Perosi della notte scorsa. Si spiega che l’incendio in corso era di grosse dimensioni e che la nube di fumo tossico si dirigeva verso la città, ma la risposta dell’operatore, quasi scocciato, fa dedurre che quell’intervento non verrà effettuato se non in tarda serata. Erano tre anni, che il Comitato Mamme e Famiglie denunciava l’alto rischio di materiali tossici in quella zona attraverso giornali e televisioni italiane ed estere. Zona che fu sottoposta a sequestro per rischio ambientale. Si attendeva, quindi, da tre anni una bonifica, mai effettuata. Oggi a “ripulire” la zona, ci ha pensato un incendio come da prassi quotidiana nel periodo estivo. Si chiede al sindaco e all’assessore all’ambiente di pattugliare strettamente la zona in questione, in quanto quest’atto ignobile, serve a qualche scellerato per far largo a nuovi sversamenti, dannosi per la salute pubblica”.

mercoledì 21 luglio 2010

Inceneritore, Torino brinda alla fabbrica dei tumori

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Anziché sulla raccolta differenziata, anche Torino punta sull’inceneritore: avrà un costo esorbitante, inquinerà l’aria e diffonderà tumori. L’inaugurazione del cantiere si è svolta nell’hinterland, a Grugliasco, nell’indiffenza generale, annota l’ambientalista Marco Cedolin, che denuncia la più totale disinformazione, l’inettitudine degli amministratori pubblici e il disinteresse dei cittadini: «In compenso l’inceneritore ha già iniziato ad interessarsi di loro, partendo dai portafogli, salassati per alcune centinaia di milioni di euro (cifra che continua ad aumentare progressivamente) necessarie per la costruzione, per arrivare alla loro salute che l’impianto metterà a repentaglio».
inceneritore 3Il mega-inceneritore, continua Cedolin, brucerà 421.000 tonnellate di rifiuti all’anno, ma la sua capacità massima potrebbe arrivare a 579.000 tonnellate annue: molto più di quante la provincia di Torino sia in grado di produrne, a fronte di una buona raccolta differenziata. L’impianto di Grugliasco «diffonderà nell’ambiente nano-polveri e polveri fini, unitamente a diossine, furani, idrocarburi policlici, acidi inorganici, ossido di carbonio, arsenico, berillio, cadmio, cromo, nickel, mercurio ed una miriade di altre sostanze (oltre 250) dalla ferale pericolosità». Inoltre, il “termovalizzatore” «dissiperà oltre un milione di metri cubi d’acqua l’anno destinati al suo sistema di raffreddamento».
In definitiva, secondo Cedolin, il nuovo inceneritore «praticherà l’eutanasia del sistema di raccolta differenziata in città», visto che differenziare i rifiuti (e riciclarli) renderebbe anti-economico il sistema di incenerimento. «Necessitando di un’enorme quantità di rifiuti dall’alto potere calorifero che ne garantiscano il funzionamento», spiega Cedolin, il maxi-inceneritore di Torino «produrrà energia elettrica emettendo nell’atmosfera quantitativi di CO2 doppi rispetto ad una centrale a gas naturale di eguale potenza». Corollario inevitabile, i rischi per la salute: «Come dimostrato da un’ampia letteratura di studi epidemiologici», il nuovo impianto «determinerà l’incremento dell’incidenza di una lunghissima serie di patologie»:tumori di più svariato genere, leucemie, malattie cardiache e vascolari, malformazioni fetali e sterilità.
«I signori che hanno mangiato i pasticcini e bevuto il vino bianco – continua Cedolin, riferendosi al rinfresco per l’inaugurazione del cantiere – sono perfettamente al corrente di tutto ciò, dal momento che hanno già destinato 30 milioni di euro ai Comuni interessati dall’impianto, in qualità di compensazione per i danni che esso arrecherà. Danni che si leggono sotto forma di malattie, debitamente convertite in euro all’interno di apposite tabelline stilate per l’occasione, dove un infarto arriva a valere 3.260 euro euro ed il decesso è stimato intorno ai 160.000 euro».
No Inc Torino 1I cittadini, continua Cedolin, con tutta probabilità non sono al corrente di nulla, anche perché «né la classe politica, né gli scribacchini di professione hanno mai ritenuto giusto renderli edotti di tutto ciò». Tutti i partiti, «da destra a sinistra, passando attraverso le varie frange dipinte di verde», hanno sempre sostenuto la costruzione del forno inceneritore «senza tentennamenti di sorta». Me se gli abitanti preferiscono «una serata in poltrona dinanzi al grande fratello o alla pay tv», il mega-inceneritore «continuerà ad occuparsi di tutti loro, piccoli scampoli di umanità racchiusi all’interno delle tabelline d’incidenza delle patologie» 

lunedì 12 luglio 2010

Un inceneritore sfora di 130 volte il tetto di diossina

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PeaceLink
E' un inceneritore di rifiuti speciali e sanitari di proprietà della Biosud a Surbo, in provincia di Lecce


La Provincia di Lecce diffida e sospende l'impianto. L’Arpa Puglia ha infatti rilevato una concentrazione di diossine totali pari a 13,70 ng TE/Nmc (nanogrammi per metro cubo), ben centotrenta volte superiore al limite.


Eravamo in allerta per l’Ilva e non ci siamo resi conto che il rischio era sotto i nostri occhi.L'inceneritore fermato dalla Provincia di Lecce è a nord-ovest di Lecce, a Surbo

Con una disposizione del 18 giugno, numero di protocollo 53205, la Provincia di Lecce, tramite il Servizio Ambiente e Polizia Provinciale ha immediatamente diffidato e sospeso dall’autorizzazione all’esercizio l’impianto di termodistruzione di rifiuti speciali e sanitari di proprietà della Biosud srl, sito in Contrada Mazzarella, a cinque chilometri da Surbo e venti da Lecce, gestore di un business che si aggira intorno ai due milioni e mezzo di euro. 
Il motivo di questo provvedimento drastico sta nella lettura dei dati allarmanti che l’Arpa ha rilevato in un controllo a bocca di camino del 27 novembre 2009: una concentrazione di diossine totali pari a 13,70 ng TE/Nmc (nanogrammi per metro cubo), ben centotrenta volte superiore al limite di nanogrammi previsto per metro cubo, cioè 0,1. La Biosud deve rispettare questo limite perché soggetta al Decreto legislativo 133 del 2005, che recepisce le norme europee riguardo ai valori limite delle emissioni in atmosfera per gli inceneritori. 
Il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’ Asl di Lecce ha inoltre trasmesso al servizio della provincia un provvedimento del 17 giugno nel quale è sottolineato l’evidente pericolo per la salute pubblica e si richiede la sospensione immediata fino a quando l’azienda non avrà disposto il necessario adeguamento di impianti per rientrare nella normalità. 
Preso atto di tali provvedimenti, la Provincia si è appellata al decreto legislativo 152 del 2003 che prevede appunto la diffida e la sospensione da parte dell’autorità competente. Cancerogeno: questo è il simbolo associato a sostanze che, come la diossina, sono sicuramente cancerogene per l'uomo

In attesa di ascoltare la dirigenza della Biosud, che avrebbe dovuto consegnare memorie e osservazioni entro il 28 giugno, si sa che l’Arpa è stata formalmente invitata proprio nei giorni scorsi a effettuare nuove analisi. 
Ma sorge una domanda, cui speriamo di ricevere risposta. E (sper)giuriamo di essere davvero sorpresi. Consideriamo un fatto: la Biosud esiste ormai da anni sul territorio vanta di avere un servizio efficientissimo di rilevamenti e analisi, fornito dal Consorzio interuniversitario nazionale “La chimica per l’ambiente”, meglio noto come Inca, un consorzio fondato da cinque poli universitari, quello del Salento,quello veneziano della Ca’ Foscari, quello della Tuscia di Viterbo, quello di Milano e quello di Firenze. Un consorzio in cui confluiscono finanziamenti pubblici, ministeriali, destinati anche alle attività di ricerca. Come mai c’è stato bisogno dell’intervento dell’Arpa per segnalare questa pesante infrazione? Se è vero che l’azienda provvede ora che è stata tirata per il bavero a rimodernare e adeguare gli impianti, come possiamo continuare a dar credito e fiducia a chi ci rassicura di non avere la testa fra le nuvole di diossina? 
fonte:
http://www.peacelink.it/
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