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mercoledì 22 giugno 2011

SINISTRA: BISOGNA VINCERE... MA DOPO?

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Roma, 21 giugno 2011
Dopo le ultime elezioni amministrative e soprattutto in seguito alla vittoria dei referendum con i 4 Sì, sembra davvero soffiare un vento di cambiamento e una ritrovata voglia di partecipazione alla vita politica da parte della società italiana. Tutto è partito dal basso. E i partiti? La Sinistra? Da dove riparte e verso dove muove per non finire nelle vecchie e fallimentari esperienze del recente passato (vedi governo Prodi)? Siamo andati alla festa della Federazione della Sinistra di Roma per seguire un dibattito con Agnoletto, Rossi, Cremaschi, Di Vetta, Praitano.
Logo Libera.tvServizio di Jacopo Venier
Immagini di Roberto Pietrucci
Montaggio di Simone Bucci

domenica 15 maggio 2011

L’Italia promette soldi al Fondo per la lotta contro l’Aids. Poi non li dà ed è estromessa

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 Il nostro è l’unico paese a non aver versato la quota all'organizzazione che investe in progetti contro Hiv, malaria e tubercolosi. Non ha dato né i 160 milioni di dollari annunciati da Berlusconi per il 2009, né i 183 milioni per il 2010. E l'insolvenza è costata il posto nel consiglio di amministrazione
L’Italia lascia il suo posto nel consiglio di amministrazione del Fondo globale per la lotta contro Aids, malaria e tubercolosi. E’ stata esclusa perché indietro con i pagamenti di ben due anni. E su quella sedia ora siede la Francia.

L’organizzazione, con sede a Ginevra, è un partenariato internazionale che si occupa di raccogliere e distribuire risorse per prevenire queste tre malattie con oltre 600 progetti in 140 paesi del mondo. Dicono che sia un vero peccato per l’Italia, che è stato il paese promotore del Fondo al tempo del G8 di Genova.

lunedì 2 maggio 2011

Ucciso il fantasma di Bin Laden.

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Continua la guerra non dichiarata per le risorse, i cuori e i cervelli.

Di Umberto Mazzantini.
Il presidente americano Barack Obama ha annunciato giustamente sollevato (con un occhio molto interessato alle elezioni e l'orecchio ai prossimi sondaggi) che l'esausto fantasma di Osama bin Laden è stato ucciso (a quanto pare "giustiziato") dove tutti sapevano essere gli ultimi rifugi di Al-Qaida, in Pakistan, protetto da una rete di fanatismo tribale e di inverecondi interessi globali gestiti dai servizi segreti di Islamabad.
Più che un uomo in fuga è stato ucciso il simbolo di una storia che, più che dalle armi occidentali, era già stata sepolta dalle rivolte e dalle giovani rivoluzioni democratiche arabe e dall'economia, che sta determinando anche una nuova situazione in Afghanistan. Basta guardare alla reazione dei mercati alla notizia dell'uccisione di Bin Laden ed al calo del prezzo del petrolio.

giovedì 24 febbraio 2011

Il sostegno ai dittatori e il trattato di amicizia

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Siamo (l'Italia) "amici"del dittatore macellaio assassino libico Muhammar Gheddafi.
Infatti, il Trattato di amicizia voluto e firmato dal governo Belusconi 4, questo governo, non prevede solo cooperazione economica e partenariato. L'accordo o meglio trattato bilaterale Italia-Libia è stato il suggello alle enormi operazioni finanziarie libiche in Italia e gli enormi interessi italiani in Libia.
Una "realpolitic" di stile francese o inglese fondata però su una dittatura che in questi giorni fa vedere il suo vero volto: una dittatura spietata come poche altre nella storia dell'Umanità: mercenari che sparano a tutto ciò che si muove anche con proiettili calibro 50 - quelli che servono ad abbattere i muri - che hanno causato maciulazione e sbrindellamento di corpi di manifestanti spesso giovani, spesso disarmati.
L'uso dell'aviazione militare da parte di Gheddafi per bombardare la sua gente non ha eguali come efferatezza in tutte le altre rivoluzioni del Maghreb. Ora, abbiamo sotto agli occhi la realtà: la più spietata dittatura del Maghreb è quella con cui noi fino ad oggi abbiamo fatto lauti afffari. Petrodollari anzi Pertoeuro sporchi di sangue.

Il silenzio imbarazzante e vergognoso, ma anche colpevole bipartisan degli scorsi giorni è da ricercare nella scelta che la politica italiana ha fatto tra diritti e profitti: preferenso ai diritti i profitti. L'occidente e l'Italia hanno da sempre deciso e scelto di fare profitti invece di diffondere diritti. Tutto l'opposto di quello che ci hanno sempre raccontato: intendiamoci, Belusconi furbamente ha detto che si sono fatti affari con quel governo, quello di Gheddafi, perché era il governo ufficiale e unico di quel paese come per dire: non si poteva fare altrimenti.
La realtà è un altra ed è molto più spietata, liberiamoci la coscenza e affermiamo che abbiamo da sempre seguito l'esempio americano che prevede di fare i propri comodi e i propri interessi anche a discapito della libertà e della nascita della democrazia in quei paesi. Anzi in tutti i paesi, tranne che nel proprio eventualemente. Anche se l'Italia non ha poi queste performance democratiche esaltanti. 

mercoledì 23 febbraio 2011

Gheddafi, i giorni contati

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Nono giorno di manifestazioni e scontri
Mentre la comunità internazionale reagisce con fermezza al feroce intervento tivù del Colonnello, Rete Disarmo e Tavola della Pace chiedono a governo e parlamento di bloccare la vendita di armi alla Libia. Sulla situazione del regime, nostra intervista allo storico Angelo del Boca.

Dopo che Muammar Gheddafi, nel tardo pomeriggio di ieri, in un discorso televisivo, ha minacciato gli insorti - pena un bagno di sangue (ma i morti sarebbero già più di mille) - di rientrare nei ranghi della sua dittatura, le reazioni internazionali non si sono fatte attendere.


Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha chiesto la fine immediata delle violenze e ha condannato la repressione dei manifestanti. Catherine Ashton, alto rappresentante Ue per la politica estera e sicurezza, ha sottolineato che l'accordo di cooperazione Ue-Libia «è già stato sospeso» e ha convocato per oggi una riunione degli ambasciatori dei paesi Ue per discutere di ulteriori azioni nei confronti della Libia. La Lega araba ha annunciato la sospensione della Libia «fino a quando non saranno accettate le rivendicazioni del popolo libico». Hillary Clinton, segretario di stato Usa, ha definito «totalmente inaccettabile» la situazione, mentre molti parlamentari statunitensi chiedono sanzioni contro il regime libico. Da evidenziare anche che il Perù è il primo stato a sospendere ogni relazione diplomatica con la Libia.

Un testimone da Tripoli: “Ci stanno ammazzando tutti! Rapiscono anche i bambini”

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Scritto da Emilio Fabio Torsello

tripoli 300x223 Un testimone da Tripoli: Ci stanno ammazzando tutti! Rapiscono anche i bambiniLa minaccia delle armi chimiche, i morti per le strade e le truppe di mercenari africani che si aggirano per la città. Il racconto che Diritto di Criticaha ricevuto via Skype da una ragazza libica è drammatico: “Ci stanno ammazzando tutti! Stasera siamo sicuri che finiranno di ammazzarci -- esclama -- I mercenari entrano nelle case e rapiscono uomini e bambini che poi vengono fatti sparire. Gheddafi lo sa che queste sono le sue ore finali ma vuole che tutti muoiano con lui, la sua è una vendetta contro l’intero popolo libico”. E a rischio sarebbero anche gli oleodotti: «potrebbe bombardarli».
A farle rabbia però è l’immobilismo della comunità internazionale e degli Stati Uniti: «Sebombardassero le basi militari come già hanno fatto negli anni Ottanta, sarebbe la fine di Gheddafi. In tutto -- racconta -- si tratta di una ventina di persone al potere, il resto del lavoro lo fanno i mercenari». Per un eventuale intervento militare, prosegue, «non vogliamo la Nato, non ci fidiamo perché andrebbe a proteggere solo gli oleodotti e il petrolio».

martedì 22 febbraio 2011

L’analisi – L’Italia, tra l’incudine e il martello

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Le rivolte del nord Africa stanno minando seriamente gli interessi italiani. Ma il nostro Paese è immobile, abbandonato dagli Usa e dall'Europa
La Libia fa tremare l’Italia. La nostra scarsa credibilità internazionale, già minata dal Bunga Bunga, ha indebolito ulteriormente la nostra diplomazia. Il governo Berlusconi si è chiuso in un profondo silenzio. Fino a ieri, l’unico commento, piuttosto fuori luogo, è stato quello del premier: “Non ho sentito Gheddafi. La situazione è in evoluzione e quindi non mi permetto di disturbare nessuno”. Di fronte ad un vero e proprio genocidio è meglio non disturbare. Una frase che in Europa ha creato non pochi mal di pancia nei confronti del nostro Paese, unico ieri a chiedere a Bruxelles di non condannare le violenze libiche. Perché? Il problema principale riguarda gli interessi economici che l’Italia ha in Libia. E di fronte al sangue, per il denaro e per gli interessi nazionali si può chiudere un occhio, o forse tutti e due.
L’Italia in Libia e la Libia in Italia. L’anno scorso la Libia è stato per l’Italia il primo fornitore di petrolio, il quarto di gas. La dipendenza energetica italiana dal paese nordafricano è destinata a crescere, di fronte alla necessità di diversificare gli approvvigionamenti energetici e divenire meno dipendenti dalla Russia. Tuttavia non c’è solo un fattore energetico a legare in maniera così netta l’Italia alla Libia. Investitori libici sono attivi in diversi settori strategici della nostra economia, soprattutto nel settore bancario, essendo i primi azionisti di Unicredit. Inoltre, il nostro Paese è formalmente impegnato a versare alla Libia 5 miliardi di dollari in 20 anni a titolo di risarcimento. In realtà, quei soldi serviranno a finanziare strade e ponti che saranno realizzate proprio da imprese italiane.

mercoledì 9 febbraio 2011

“Il Marocco è una polveriera”. L’allarme del cugino del re

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I venti di rivolta che stanno soffiando sull’Africa settentrionale cominciano a preoccupare anche il Marocco, l’unica monarchia dell’area del Maghreb. Qui la situazione è ancora sotto controllo, ma il cugino del re Mohamed VI, il principe Mulay Hichan, afferma dalle pagine di El País che la calma è solo apparente e temporanea: «Quasi tutti i sistemi autoritari risulteranno investiti dall’ondata di proteste – spiega – e il Marocco non sarà un’eccezione. Bisogna ora vedere se la contestazione sarà solo sociale o anche politica».


Dalla fine degli anni novanta nel Paese esiste un rapporto più stretto tra il potere politico e il popolo, ma «questa mediazione – sottolinea Hichan – è molto screditata. L’ampiezza del potere monarchico è incompatibile con la nuova dimensione che il cittadino rivendica». E ora qualche preoccupazione il re Mohamed VI (che è in carica dal 1999) in effetti la sta avendo.

Negli ultimi giorni, a Tangeri e a Fez, si sono svolte manifestazioni solidali con i popoli tunisino ed egiziano. E su Facebook il Movimento liberale per la democrazia ha convocato delle adunate in tutto il Marocco per il prossimo 20 febbraio.

sabato 22 gennaio 2011

ALBANIA: E’ GUERRIGLIA A TIRANA, ASSEDIATO IL PALAZZO DEL GOVERNO, LA POLIZIA SPARA.

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Tre persone sono morte negli  avvenuti oggi a Tirana tra i manifestanti dell’opposizione socialista e la polizia. Secondo il  direttore dell’ospedale militare di Tirana Sali Koceku, i manifestanti sono stati uccisi da colpi d’arma da fuoco sparati a distanza ravvicinata.

Tutto è iniziato nel pomeriggio quando una manifestazione di protesta dell’opposizione socialista, che chiede le dimissioni del governo ed elezioni anticipate, è sfociata in tafferugli con la polizia. Un gruppo di manifestanti si è scontrato con i poliziotti schierati davanti alla sede della presidenza del Consiglio. La polizia ha fatto uso dei lacrimogeni e di autopompe per disperdere la folla ed ha sgombrato in un primo momento tutta l’area di fronte alla sede del governo.
Poco dopo i manifestanti sono tornati a radunarsi davanti alla sede del governo albanese, dove gli agenti di polizia li hanno nuovamente fronteggiati. Lanci di sassi contro l’edificio e incendi di automobili, tra cui due della polizia, da parte dei manifestanti. Agenti e forze speciali schierati hanno sparato colpi di arma da fuoco.

mercoledì 22 dicembre 2010

Gaza sotto i bombardamenti israeliani da 24 ore

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              Sosteniamo la Pace
STOP THE WAR Il mondo deve cominciare a pensare la pace come unica forma di benessere e progresso.(M.GANDHI)
Uniamo i nostri sforzi per far rispettare la costituzione!

Come viene sancito dall' art. 11, la Repubblica italiana ripudia la guerra e promuove gli organismi internazionali per assicurare il mantenimento della pace e della giustizia fra le Nazioni.
Cerchiamo collaboratori per dare alla pagina STW su FB,al blog,ed ora anche al canale su YouTube ,contenuti e continuità al nostro agire comune per un mondo in Pace.
Per chi è interessato contatti questo indirizzo: stop.the.war1@gmail.com
Oppure contattateci sulla pagina  
FaceBook.
P.s.
Abbiamo bisogno,oltre che di persone che pubblichino Post e Video e quant'altro sulla Pace,anche di persone che si intendano un po delle varie prassi e metodi per gestire i vari spazzi che Sop The War a aperto sul Web
perché vogliamo fare in modo che il messaggio passi attraverso tutte le forme di comunicazione della Rete,come dice La Grande Anima "Il mondo deve cominciare a pensare la pace come unica forma di benessere e progresso"(scusate la ripetizione).Se rimaniamo inermi la guerra e la morte sarà l'unico nostro Futuro      
ATTACCHI FATTI CON GLI AEREI F-16
A Rafah è stata colpita una fabbrica per l'imbottigliamento del latte dei contadini della zona, un grave danno per la popolazione infantile palestinese. Tutti i palazzi di governo della zona sono stati evacuati, ma gli attacchi continuano senza posa..

GAZA (PALESTINA) - Nuova serie di attacchi degli aerei israeliani sulle città palestinesi nella striscia di Gaza.

Una serie di attacchi aerei, con bombe sganciate sulla popolazione civile palestinese, ha devastato la Striscia da nord a sud.

giovedì 16 dicembre 2010

La Grecia è di nuovo in fiamme

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Una nuova ondata di scioperi generali paralizza il Paese. Scontri e violenze nella capitale con un ex ministro conservatore preso a bastonate. Intanto a Bruxelles la Ces dice basta all'austerità e in tutta Europa si moltiplicano le proteste
di rassegna.it
 (immagini di da internet) Sembrava essersi placata dopo una lunga serie di scioperi generali, manifestazioni e forti tensioni sociali, la mobilitazione greca contro l'austerità imposta dal Governo e dall'Europa, invece Atene ha conosciuto una nuova giornata di violente proteste e scontri, culminate in una vera e propria guerriglia urbana con lancio di molotov, lacrimogeni, assalti alle banche e anche l'aggressione di un ex ministro.

Ma la giornata di ieri è stata segnata soprattutto dallo sciopero generale che ha bloccato il Paese. Aerei, traghetti e treni fermi per 24 ore, chiuse scuole, banche, farmacie, con gli ospedali funzionanti a scartamento ridotto. Braccia conserte anche per giudici, giornalisti e ingegneri. E migliaia di persone in piazza.

"Basta così, non possiamo sopportare oltre", recitava lo striscione che apriva il corteo principale, formato da circa 20mila persone. Mentre in un altro si leggeva: "La storia si scrive nelle strade".

mercoledì 8 dicembre 2010

Assange, porcata internazionale

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L'arresto del fondatore di Wikileaks, per il mancato uso di un preservativo, è un attentato alla libertà d'informazione. Lo conferma Frattini che dice: “L'accerchiamento degli Stati ha avuto successo”
Firma la petizione del Fatto per chiedere la liberazione del giornalista australiano detenuto a Londra


Caso Wikileaks: gravi le dichiarazioni di Frattini 
La notizia ha già fatto il giro del mondo: Julian Assange è stato arrestato in Inghilterra per un presunto stupro consumatosi l’estate scorsa in Svezia.
Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, nel dirsi soddisfatto del risultato, lo ha rivendicato come un successo della diplomazia internazionale: «Era ora, per fortuna l’accerchiamento internazionale ha avuto successo».

domenica 5 dicembre 2010

Hanno scoperto l’acqua calda!

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Wikileaks: Assange, per un mondo più etico
Secondo Mark Stephens, uno degli avvocati che difende Julian Assange, il fondatore del sitoWikiLeaks, ricercato dalla polizia svedese per una vicenda di stupro (fatto sempre negato dallo stesso), la caccia al suo assistito sembra avere solo “motivazioni politiche” …
E mi vien da dire, “hanno scoperto l’acqua calda”!!!!!
Baste leggere le decine di dichiarazioni contro Assange per capire che qualcosa di marcio dietro queste continue accuse più o meno reali, c’è … Assange stupratorericercato, un pericolo per il mondo intero!!!! Neanche per Bin Laden sono mai stati usati termini del genere!

mercoledì 10 novembre 2010

Il governo birmano pensa alla liberazione di Aung San Suu Kyi

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Potrebbe essere rilasciata il 13 novembre
Concluse le elezioni che hanno confermato il partito del dittatore al comando del paesei, i servizi di sicurezza birmani starebbero preparando la liberazione di Aung San Suu Kyi, icona dell’opposizione democratica.
Aung San Suu Kyi al momento si trova agli arresti domiciliari da 18 mesi (ultima di una lunga serie di misure restrittive) e i termini di carcerazione scadranno sabato prossimo. Le informazioni attuali convengono comunque verso la notizia di una iminente liberazione e a conferma di tali voci si registra la presenza nel paese di Kim Aris, 33 anni, figlio più giovane della leader dell’opposizione. Aris, che risiede in Gran Bretagna, starebbe operando per ottenere un visto che consenta alla madre di lasciare il paese.
Un funzionario birmano sotto anonimato ha detto: “non abbiamo avuto ancora istruzioni dai nostri responsabili sulla liberazione ma stiamo mettendo a punto un piano di sicurezza per il 13 novembre”. Un altra fonte ha invece sottolineato che l’ordine di liberazione “sarà dato solo all’ultimo minuto”.
La liberazione di Aung San Suu Kyi sembrerebbe scontata dopo il voto di domenica scorsa ma vari osservatori fanno osservare che la decisione finale spetta comunque al generalissimo Than Shwe.L’uomo forte della giunta, che notoriamente detesta la leader democratica che nel frattempo ha già fatto sapere che non accetterà alcuna liberazione se soggetta a vincoli.

fonte : http://www.gliitaliani.it/

mercoledì 3 novembre 2010

Sakineh non è stata giustiziata, ancora ESTERI | RED | NOVEMBRE 3, 2010 AT 12:27 PM

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Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna condannata a morte per adulterio in Iran, non è stata giustiziata come preannunciato ieri da molti media. Lo riferisce ad Aki-Adkronos interanational, Mina Ahadi, portavoce del Comitato internazionale contro la lapidazione. “Secondo nostre informazioni – ha dichiarato Ahadi, raggiunta telefonicamente – Sakineh non è stata giustiziata. Le esecuzioni in Iran, in effetti,a vvengono sempre all’alba, e questa mattina alle 7 e 30 la donna non era stata giustiziata.
Dunque per oggi sicuramente non ci sarà alcuna esecuzione di Sakineh Mohammadi Ashtiani”.
Tuttavia, avverte Ahadi, il pericolo resta. “Non si può certo dire che la minaccia sia ormai finita. Al contrario. Il fatto è che ieri c’erano state forti pressioni di vari governi e dei media – prosegue – forse anche per questo il regime iraniano ha deciso di rinviare l’esecuzione.
Ma proprio per questo sarà necessario che governi e media non abbassino la guardia”.
Ahadi ha aggiunto che restano nel carcere di Tabris il figlio di Sakineh, Sajjad Ghaderzadeh, e l’avvocato Houtan Kian. Secondo la portavoce del Comitato contro la lapidazione, “sono stati percossi e sottoposti ad abusi e umiliazioni”. Il loro destino, aggiunge, “dipende dalla Corte suprema a Teheran, non è il tribunale di Tabris che può decidere”. Restano in carcere anche i due giornalisti tedeschi arrestati mentre stavano intervistando Sajjad. “Secondo nostre informazioni – ha detto ancora Ahadi – sono anche loro a Tabris, ma altri riferiscono che sarebbero a Teheran. Le autorità iraniane hanno promesso al governo tedesco di sbrigare rapidamente la pratica, ma per ora non c’è stata ancora nessuna decisione”.


fonte http://www.gliitaliani.it/

martedì 2 novembre 2010

Comitato internazionale contro la lapidazione: Sakineh verrà uccisa domani

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L'iraniana 43enne è accusata di 'relazioni illecite'
Sakineh, l'iraniana 43enne la cui condanna a morte per lapidazione ha innescato l'indignazione internazionale, sarà giustiziata domani. Lo riferisce il Comitato Internazionale contro la Lapidazione. Secondo un comunicato dell'organizzazione sulla sua pagina web, le autorità iraniane hanno dato l'ordine che l'esecuzione avvenga nella prigione di Tabriz, dove Sakineh Mohammadi Ashtiani, sconta la condanna. Il Comitato Internazionale contro la Lapidazione aveva già reso noto, lo scorso 11 ottobre, che il figlio di Ashtiani era stato arrestato dalla polizia iraniana insieme all'avvocato di sua madre e a due giornalisti tedeschi che volevano intervistalo. Nel 2006 le sono state inflitte 99 frustate per una "relazione illecita" con due uomini, poi è stata condannata a morte per adulterio. Il caso ha suscitato le dure rimostranze della comunità internazionale e una martellante campagna della stampa straniera, tanto che le autorità iraniane hanno deciso, lo scorso luglio, di commutare la lapidazione in impiccagione.
fonte : http://it.peacereporter.net/

lunedì 11 ottobre 2010

Solidarietà con Alima Boumedien-Thiery pieno sostegno alla campagna di Boicottaggio Sanzioni e Disinvestimento nei confronti di Israele e per la Palestina libera

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 Lunedì 11 Ottobre ore 17.30
Il movimento di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni  contro l’economia di guerra e l'apartheid israeliana  è stato messo sotto processo in Francia  per la seconda volta. Giovedi 14 ottobre la Senatrice Alima Boumedien-Thiery sarà chiamata sul banco degli imputati  con l’accusa di “istigazione all'odio razziale” e “discriminazione contro la nazione israeliana”.

Questo processo  ha luogo mentre, nonostante la complicità dell’Unione Europea e degli Stati Uniti nei confronti di Israele, sta crescendo in tutto il mondo un movimento di condanna e di pressione contro la politica razzista e la pulizia etnica israeliana, un movimento che si esprime anche attraverso lo strumento del Boicottaggio dell’economia di guerra israeliana.
In soli cinque anni questo movimento si è esteso, ramificato e strutturato dando vita a campagne di sensibilizzazione che hanno prodotto significativi risultati .


sabato 2 ottobre 2010

Chi sono gli amici di Israele e perché continuano a tacere sulle sofferenze e le ingiustizie contro i palestinesi?

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Lettera aperta


Giovedi 7 ottobre a Roma, la Israel Lobby italiana, resa più attiva dalla presenza in Parlamento dell’on. Fiamma Nirestein, (che in Israele vive nella colonia illegale di Gilo a Gerusalemme), ha organizzato un evento apertamente a sostegno dello Stato di Israele e della sua politica.
Che l’establishment israeliano si senta con l’acqua alla gola nelle sue relazioni internazionali e con il comune senso della giustizia che fortunatamente ancora agisce nell’umanità, era evidente da tempo. Ma gli "amici di Israele" in Italia non possono sottrarsi al senso di realtà che mette in contraddizione la politica israeliana con i più elementari criteri di giustizia.

sabato 25 settembre 2010

Francia. Intimidazioni contro parlamentare progressista che appoggia la campagana di boicottaggio di Israele

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 a cura di Europalestine
Cari amici,
La repressione contro gli attivisti BDS è in piena escalation in Francia con la persecuzione della senatrice Alima Boumedien-Thiery, che un anno fa ha partecipato ad un'azione BDS nella regione di Parigi e che supporta attivamente la campagna BDS. Il suo processo è previsto giovedì 14 ottobre a Pontoise (Nord di Parigi). Alima è accusata (come tutti gli altri attivisti BDS perseguiti) di “istigazione all'odio razziale” e “discriminazione contro la nazione israeliana”.Il querelante, Sammy Ghozlan, è un noto lobbista sionista ed è supportato dal nostro governo che ha chiesto a tutti i giudici francesi di condannare i militanti BDS. Abbiamo smascherato questo sbruffone che ha intentato più di 80 denunce per razzismo, un fanatico che scrive articoli deliranti sui siti dei coloni israeliani non solo contro i palestinesi ma anche contro Richard Goldstone (una “merda” e un “bastardo” secondo lui) e anche contro Obama (paragonato al Faraone che “rese schiavi gli ebrei”), perché ha chiesto che gli israeliani congelino gli insediamenti. Per quelli che leggono il francese, troverete gli interessanti ed incredibili testi che ha scritto sul nostro sito: 
http://www.europalestine.com/spip.php?article5404

martedì 21 settembre 2010

Droga/Berlusconi. Punire di piu' i consumatori.... negare le politiche di tutta Ue?

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Articolo di Donatella Poretti *                                                                                                                                                                          




Il nostro capo del Governo, nel suo intervento al forum per la democrazia di Yaroslav, per meglio combattere il traffico di droga ha auspicato piu' forti sanzioni sul consumo individuale per un periodo di almeno tre anni. Ovviamente gli ha fatto eco il sottosegretario Carlo Giovanardi.

Non so se Silvio Berlusconi abbia detto questo per omaggiare i suoi colleghi russi che, in materia, sono un disastro, peggio degli italiani; e mi auguro, per il nostro Paese, che affermazioni del genere rientrino nella sfera abituale di quelle in cui il premier sostiene di non essere stato capito... e dice il contrario.
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