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venerdì 29 luglio 2011

NO EXPO.. "La storia di Giacomo"

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ZeroGasIL 6 FEBBRAIO GIACOMO E' STATO MENATO ED ARRESTATO DALLA POLIZIA... INVECE  IL 7 FEBBRAIO 2011 processo per direttissima... un ragazzo pacifico... questa è la pagina DIFFONDETE CONDIVIDETE PER FAVORE GRAZIE A TUTTI: 
http://www.facebook.com/note.php?note_id=200779429937630&id=268866241217&...



lunedì 25 luglio 2011

Presidio contro Accordo di Programma per Expo 2015

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Accordo di Programma per EXPO 2015: gli interessi delle lobby economiche e finanziarie o quelli delle persone?

Oggi il Consiglio Comunale di Milano approverà l’Accordo di Programma Expo 2015. Siamo contrari a questo accordo, in pratica lo stesso del duo Formigoni-Moratti, che regala soldi pubblici a Fiera e Cabassi e consentirà a immobiliari e cooperative di speculare dopo Expo. La conferma,come sosteniamo da quattro anni, che c’è alternativa all’Expo della valorizzazione dei suoli, della speculazione immobiliare e della mobilità pesante. Non c’è alternativa perché bipartisan sono vedute, interessi e pratiche (vedi la vicenda Penati-aree Falck) quando si parla di territorio, edilizia, costruzioni. Lo conferma la timidezza nel gestire prima il veto del BIE sulle serre e pro-padiglioni, poi l’intesa con Formigoni per le aree,
dove guadagnano solo Fiera e Cabassi.

Conferma la presenza, ed invita gli amici a partecipare:; https://www.facebook.com/event.php?eid=245456335478719&ref=notif&notif_t=event_invite

Il centrosinistra, che ha appoggiato il referendum che chiedeva “zero cemento” sull’area Expo, dovrebbe respingere questo Accordo, ma non lo farà. Certo non per le temute figure, ma perché alla fine con Expo guadagnano anche soggetti economici di riferimento (vedi Coop), alleati d’affari (CdO) o immobiliaristi amici (Cabassi). E’ un accordo che, in nome dello slogan “Nutrire il Pianeta”, porterà alla cementificazione di oltre 400.000 mq di terreno agricolo e verde, da aggiungere alle devastazioni delle infrastrutture varie (da Malpensa, a TEM e Brebemi) nei parchi lombardi. Opere spesso inutili, onerose per le casse pubbliche, che Expo ha reso irrinunciabili. Un accordo che prelude a un’immensa colata di cemento; una grande opportunità per immobiliaristi, mafie e speculatori e un danno per i cittadini.

domenica 13 marzo 2011

CARNIVAL BENEFIT PARTY x Partigiani in Ogni Quartiere @ Cs Torchiera (MI)‏

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mercoledì 2 marzo 2011

Assemblea verso il NoExpo Camp 2011

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mercoledì 2 marzo h. 21 Cascina Autogestita Torchiera - milano


Mercoledì 16 febbraio si è svolto in Torchiera il primo incontro per realizzare a Milano un grande evento nel mese di giugno.
I presenti - Comitato NoExpo, Torchiera, Fornace, Seiv de Farm, Zam Racaille e numerose singolarità interessate alla cosa - hanno condiviso la scelta della modalità dell’iniziativa, che calcherà l’orma dei Climate Camp nordeuropei.

Ora che Expo avvia l’operatività e l’impatto diventerà concreto (e reali diverranno cementificazione, rendite parassitarie, pendolarismi ancor più impossibili, aumento della precarietà del lavoro e della vita metropolitana), ora che l’area metropolitana subirà l’impatto del PGT e interi quartieri verranno ricostruiti secondo le esigenze del palazzinaro di turno, ora occorre alzare il livello di opposizione sociale.

Nel nel nostro territorio un blocco di potere spregiudicato ha creato una rete solida e trasversale (banche, speculatori, CL, Formigoni, Lega con l’appoggio quando c’è da spartir qualcosa di Legacoop e personale politico allegato) in grado di esercitare una pressione sulla cittadinanza e condurla alla passività come stato naturale di vita. Per questo la sfida è grande e l’impegno elevato.

venerdì 10 dicembre 2010

Dai tetti e dai territori, riprendiamoci il futuro, riprendiamoci il paese

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A Roma, Milano, Napoli, ovunque nel paese, tetti, monumenti, palazzi occupati; foto di un paese stanco di pagare crisi, cricche, speculazioni. Precarietà, tagli, privatizzazioni, nocività, diritti negati, sono le risposte di un potere politico ed economico logoro e morto, sfiduciato da chi ogni giorno paga i costi di una crisi che altri hanno creato. Alle rivendicazioni di studenti, lavoratori, precari, migranti che chiedono diritti, futuro, dignità, reddito le risposte sono sempre quelle: manganelli, denunce, espulsioni. L’uso indiscriminato del territorio e dei beni comuni, le devastazioni di città, valli, intere regioni, per opere utili solo a garantire i profitti ai soliti nomi, è paradigmatico di un modello che, al di là della crisi, è vecchio, da cambiare, e che ripropone le stesse logiche repressive, di risposta militare da parte di una classe politica sempre più lontana dal paese reale. Siamo con loro, siamo a Roma sul tetto della Regione, siamo con gli studenti che occupano. Saremo a Milano in piazza l’11 dicembre, per denunciare vecchi e nuovi fascismi, ma senza dimenticare chi quel giorno a Terzigno, in Val Susa, fino a Euskal, manifesterà contro grandi opere inutili, TAV, ponti, inceneritori, ad affermare che i territori sono indisponibili a essere merce, le persone sono stufe di scelte prese sulle loro teste, militarizzando le zone interessate, negando futuro, diritti, democrazia, inquinando e saccheggiando risorse pubbliche solo per il gioco dei signori del cemento e dell’asfalto. Le stesse logiche che portano a Expo 2015. Le stesse logiche che hanno ispirato la legge Tremonti 133 e tutti i tagli conseguenti a cultura, formazione, ricerca, scuola pubblica. Con questo spirito saremo in piazza anche il 14, per mandarli tutti a casa. Que se vayan todos, come in Argentina nel 2001. Anche allora dicembre, altra crisi, ma come ora, soldi alle banche e crisi pagata da lavoratori, classi popolari, studenti. Cacciamo un governo fascista e mafioso, ma gli aggettivi non basterebbero, cacciamo un’opposizione inesistente e subalterna alle logiche del mercato e del pensiero neoliberista. Costruiamo per il 14 dicembre lo sciopero metropolitano, sciopero di cittadinanza. Fermiamo la città e riprendiamoci il nostro futuro.  FONTE:   http://www.noexpo.it/
4° NUMERO DEL GIORNALE NO EXPO - Emergenza Expo

martedì 12 ottobre 2010

Aree Expo, sempre più caos la Regione spinge la Newco

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I priviati rinviano a giovedì la decisione. Il Pd appoggia la proposta di Formigoni

di ANDREA MONTANARI





























A una settimana dall'incontro con il Bie a Parigi, il Comune attende ancora la risposta dei privati proprietari dei terreni dove si svolgerà l'Expo sulla proposta cederli in comodato d'uso. L'amministratore delegato della società di gestione Giuseppe Sala, che ieri ha incontrato l'ufficio di presidenza del consiglio regionale e i capigruppo di maggioranza e opposizione, comunque, resta ottimista.


"Martedì prossimo saremo a Parigi, per rispondere ad alcune domande sul dossier di candidatura, che saranno decisive per ottenere il via libera del comitato direttivo  -  ha precisato rispondendo a una domanda sul rischio che i tempi siano ormai troppo stretti  -  L'assemblea dei soci il 23 novembre, infatti, avrà il compito di registrare la nostra candidatura. In ogni caso escludo, che l'Expo possa essere trasferita a Smirne".


lunedì 4 ottobre 2010

L’Infedele: chi è più ladrona, Roma o Milano?

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QUI: 
Il programma settimanale di approfondimento di Gad Lerner su questioni di politica, culture e storia.

Sarà Rosy Bindi a aprire L’Infedele stasera alle 21,10 su La7, per parlare di bellezza e barzellette: come spiega la vera e propria ossessione rivelata da Silvio Berlusconi (a proposito, lo trovate bello?) nei suoi confronti? Dopo di che passeremo a occuparci di un altro genere di barzellette, ben sintetizzate dal dito medio esposto da Maurizio Cattelan a Milano in piazza Affari. Possibile che la capitale della destra italiana -la città dove Berlusconi e Bossi predominano incontrastati dal 1993- sia oggi paralizzata dalle divisioni interne fra gruppi di potere appartenenti al medesimo schieramento? A pochi giorni dalla scadenza imposta dal regolamento internazionale dell’Expò, la Moratti e Formigoni litigano ancora sulla proprietà delle aree su cui dovrebbe tenersi l’iniziativa. Sullo sfondo la crisi dell’immobiliarista Ligresti, rappresentato in politica dalla famiglia La Russa. E mentre corre seri rischi di andare a picco l’Expò dedicato alla solidarietà e al nutrimento del pianeta, le varie fazioni della destra milanese si accusano a vicenda per l’assegnazione di un pugno di case popolari ai rom. In una città di 1.200.000 abitanti lo trovano un prezzo insopportabile da pagare, anche se serve a chiudere il grande campo attrezzato (e autorizzato) del Triboniano.

domenica 3 ottobre 2010

L’EXPO-LLAIO DELLE LOBBY

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Seconda parte

L’expo 2015 non trova pace. La grande manifestazione che potrebbe rappresentare l’occasione per rilanciare l’immagine del nostro Paese nel mondo, va ridimensionandosi sotto i colpi di mannaia dell’improvvisazione più assoluta e degli interessi di bottega in seno al Pdl; tanto da mettere in forse lo svolgimento dell’Esposizione universale stessa. Un boomerang che potrebbe colpire a morte quel poco di prestigio che l’Italia, nonostante tutto, mantiene in campo internazionale.
Il tempo stringe. Il 19 ottobre Milano dovrà presentarsi di fronte ai membri del Comitato esecutivo del Bie (Bureau of International Expositions), e dimostrare di poter contare su quel milione di metri quadrati che devono ospitare le strutture dell’Expo. Senza questa certezza l'assemblea del Bie non potrà ufficializzare, in novembre, la registrazione del dossier di candidatura della città. Ergo, l’Expo meneghina sembra essere appesa ad un filo. 




martedì 28 settembre 2010

Milano: sarà realizzata per l’Expo la più grande figura di merda del mondo

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Milano. Sarà una grande opera a cura del Comune (Letizia Moratti), della Regione Lombardia (Roberto Formigoni) e del Governo italiano (Silvio Berlusconi) a caratterizzare l’Expo milanese del 2015. Si tratta di una enorme figura di merda, che sorgerà accanto ai grattacieli di City Life. La figura di merda di Milano sarà alta 170 metri, aperta al pubblico, visibile a tutti e già se ne parla in tutto il mondo.


domenica 26 settembre 2010

EXPO 2015, DIETRO I RITARDI LO SCONTRO DI POTERE NEL PDL

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Prima parte

Lo scorso 21 settembre il Consiglio regionale della Lombardia avrebbe dovuto riunirsi per parlare di Expo, l’esposizione universale del 2015 che durerà 6 mesi e che potrebbe richiamare fino a 30 milioni di visitatori da tutto il mondo. Bene, invece di darsi una mossa, il centrodestra ha deciso di rinviare la seduta ad ottobre, rimandando così la scottante discussione sull'acquisizione delle aree, sulle infrastrutture che rischiano di non essere realizzate in tempo, su ciò che dovrà rimanere patrimonio della città di Milano e della Regione, e sul destino delle aree dopo la chiusura della manifestazione.
Un percorso tormentato quello dell’Esposizione Universale meneghina. 

mercoledì 14 luglio 2010

UN EXPO A MISURA DI ‘NDRINA

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COMUNICATO STAMPA
Ormai solo gli struzzi o chi in malafede può continuare a difendere Expo 2015. Gli arresti di ieri non fanno che confermare un quadro che già tre anni fa era evidente: Expo è una grande opportunità per ‘ndrangheta e mafia, lo strumento ideale per lavare soldi sporchi e arricchirsi di profitti puliti.

In questi anni diverse inchieste della Magistratura hanno evidenziato il problema, solo Moratti, De Corato, Formigoni e il Prefetto sembrano non vederlo, preferendo distogliere l’attenzione dei milanesi, individuando di volta in volta pericolosi soggetti, cui rivolgere accuse e deliri securitari. Come se non bastasse, alla piovra criminale si somma la piovra politica, spesso affine alla prima come le indagini sembrano evidenziare, e in particolare il sistema di potere e clientelare che Formigoni e gli uomini della Compagnia delle Opere hanno in tutta la regione.

Oggi tutta l’operazione Expo si può dire sia gestita da uomini Cdo: da Sala, A.D. di Expo Spa, a Fiera, proprietaria delle aree, al tavolo Lombardia controllato da Formigoni, che si occupa di tutte le opere infrastrutturali, ai comuni più interessati all’evento (il sindaco a Rho, Masseroli l’uomo del PGT di Milano, i comuni della Brianza interessati da Pedemontana e altri progetti previsti in nome di Expo). La vicenda dell’acquisto delle aree, inoltre, rende ancora più chiaro che gli appetiti affaristici sono tanti e che s’intrecciano alle lotte intestine alla destra per le prossime elezioni amministrative. Appetiti ben evidenziati dalla dichiarazione del Sindaco Moratti, che lamenta l’assenza della città di Expo dal nuovo gioco Monopoli, in effetti sarebbe il posto più adatto in cui collocare la rassegna.

In questo contesto solo Boeri e il PD milanese continuano a reclamare soldi e attenzioni per Expo, forse perché devono salvare il proprio ruolo di archistar e la fetta di business per le Coop. Siamo al ridicolo, con la proposta di nuove aree dove fare la rassegna (da Arese a Porto di Mare) e con Tremonti che si erge a paladino degli Expo-scettici, dopo aver devastato scuola, università e ricerca per trovare i soldi per le grandi opere. Così come fa sorridere l’ingenuità di chi scopre solo oggi i rischi speculativi legati a Expo e propina un inutile referendum dal sapore elettorale, imbarcando chi continua a ritenere l’evento una grande opportunità per la città.

Solo un soggetto manca nella tragi-farsa: la popolazione della metro-regione Milano, coloro che pagheranno i costi per i guadagni di lorsignori. Sembra che Expo cali dall’alto e i soldi maturino nelle fantomatiche serre. Sappiamo bene che non è così, che la città sta già pagando i costi di Expo uniti e sommati a quelli della crisi.  E che solo la lotta può ostacolare certe derive.

Allora, aspettando che i milanesi “salgano sui tetti” e difendano quel poco che resta da difendere di pubblico in questi territori e provino a fermare per sempre Expo, non ci resta che augurarsi un intervento del B.I.E., che togliendo Expo 2015 a Milano, ci eviti altre sciagure economiche, urbanistiche, democratiche.

Comitato No Expo – 14 luglio 2010

martedì 6 luglio 2010

Expo No Crime: Ci siamo!

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Aderisco idealmente ma soprattutto formalmente alla campagna “Expo No Crime“, lanciata dal consigliere regionale lombardo di IdV Giulio Cavalli. Da oltre due anni si parla dell’Expo 2015 ma non di quello che sta accadendo tutto intorno a questo gigantesco evento. L’Expo non c’è ancora, eppure i suoi contorni sono già riconoscibili: numerose sbavature mafiose hanno varcato il confine, anche se alcuni (molti, per la verità) stentano ad ammetterlo.La politica dell’ottimismo nega gli interessi della ‘ndrangheta sul nord Italia, su Milano e sull’Expo.
Se 15 personaggi legati al clan Valle di Reggio Calabria vengono arrestati per aver complottato con politici conniventi per ottenere licenze nell’ambito della riqualificazione per l’Expo, qualcosa che non procede regolarmente deve pur esserci. I capi di imputazione sono:associazione mafiosa, usura, estorsione, intestazione fittizia di beni. Un po’ di tutto, nella Milano ‘senza mafia‘.
L’aspetto più inquietante di questa e di altre vicende risiede nell’
omertà che pare aver contagiato irrimediabilmente il nord del Paese; nessuno degli imprenditori taglieggiati, infatti, ha denunciato gli estorsori.
Intanto il sindaco Moratti (che dovrebbe fare attenzione alle ‘belle facce’ presenti alle sue feste elettorali) ed il governatore della Lombardia Formigoni, spendono molte energie per “difendere” Milano dagli antimafiosi, da coloro che vogliono far emergere la verità e che quindi da anni fanno i nomi e i cognomi dei boss e degli imprenditori locali collusi.
Lo spaccato di realtà che salta fuori dagli eventi dei giorni scorsi è indicativo di come sia stato semplice per le cosche infiltrarsi nel tesoro dell’Expo e ed è anche il quadro di una classe di imprenditori che preferisce la collusione (per interesse) alla denuncia.
Il mese scorso il tribunale di Milano ha emesso la sentenza di primo grado per associazione mafiosa nel processo Cerberus, nato da un’inchiesta del Gico della Guardia di Finanza di Milano che ha portato all’arresto dei vertici del clan Barbaro-Papalia, uno dei più potenti dell’hinterland milanese. Insieme ai boss è stato arrestato un imprenditore milanese,Maurizio Luraghi. Moratti e Formigoni ovviamente non ammetteranno mai che esistono imprenditori nati e cresciuti a Milano che hanno fatto proprie le ragioni della ‘Ndrangheta e di Cosa Nostra, eppure è così, che piaccia o no.
Le cosche del nord non sono certo piccole succursali di quelle del sud, anzi. Al nord le mafie hanno piantato le proprie radici e stabilito equilibri niente affatto precari.Sono perfettamente organizzate, esattamente come al sud: boss, politici, imprenditori, massoni. Tutti insieme a formare dei veri e propri clan che seminano il terrore e che condizionano ed inquinano, giorno per giorno, i mercati.


Intorno all’Expo 2015 gravitano talmente tanti capitali e tanti interessi che, se non si interviene tempestivamente, la grande torta verrà equamente spartita tra i numerosi clan mafiosi sparsi sul territorio.
La campagna Expo No Crime è un sintomo di responsabilità politica ma soprattutto dicompartecipazione. L’obiettivo infatti è creare uno spazio di libertà e discussione interistituzionale, all’interno del quale si potranno fare domande e cercare le risposte tutti insieme: politici, movimenti, associazioni e singoli cittadini avranno l’occasione di partecipare alla costruzione di un percorso utile a evitare che le mafie possano spadroneggiare nell’ambito dell’Expo.

Del resto non possiamo aspettarci che il governo “del fare” risolva il problema: ha serie difficoltà e grossi ‘impedimenti’ nella lotta alle mafie, anche e soprattutto in Lombardia. Non si spiegherebbe, altrimenti, come sia stato possibile nominare il generale Mario Mori e il colonnello Giuseppe De Donno, entrambi sotto processo a Palermo per mafia, quali consulenti esterni del “Comitato per la legalità e la trasparenza delle procedure regionali“. Pur volendo essere garantisti oltre l’umana immaginazione, queste nomine facevano presagire un futuro pessimo per l’Expo, e sono un insulto alle forze dell’ordine e ai cittadini. Il governo regionale ricalca quello nazionale, che non investe nulla sulla giustizia e approva leggi indegne di essere chiamate tali. Un governo che vuole permettere ai mafiosi di ricomprare all’asta i beni confiscati e che adotta  lo scudo fiscale, che idea ha della lotta alla mafia? Un governo che vuole vietare ai magistrati di utilizzare uno strumento fondamentale (lo dimostrano le indagini degli ultimi vent’anni) come le intercettazioni, vuole sconfiggere il cancro mafioso? Gli italiani non credono più alla barzelletta del “siamo tutti intercettati“, e sanno perfettamente che quando un latitante viene preso e portato a scontare la propria pena il merito è delle forze dell’ordine e della magistratura, non del Presidente del Consiglio o del Ministro della Giustizia. In Italia, peraltro, questi due personaggi, Berlusconi e Alfano (noti frequentatori di boss mafiosi), obbligano le due suddette categorie, che al loro contrario dimostrano ancora un nobilissimo senso dello Stato, a patire e a rimetterci di tasca propria, grazie ai tagli indiscriminati di un esecutivo criminogeno.
Per adesioni: exponocrime@gmail.com

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