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giovedì 23 giugno 2011

“Caro Pannella, dalla tua azione un prezioso stimolo per discussioni e prese di coscienza che col tempo rivelano la loro fecondità”

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 La lettera del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Marco Pannella

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato a Marco Pannella la seguente lettera:

Caro Marco,
desidero rispondere alle molte questioni e sollecitazioni che hai sottoposto alla mia attenzione nel nostro recente incontro al Quirinale e nelle lettere e documentazioni che mi hai inviato nei giorni scorsi.
Credo che l'Italia ti debba il giusto riconoscimento per la determinazione con la quale hai intrapreso tante battaglie per sollecitare una piena affermazione e tutela delle libertà civili e dei diritti dei cittadini.
Alcuni temi che nei decenni passati hanno via via sensibilizzato e coinvolto la pubblica opinione del nostro Paese, come quelli del divorzio, della regolamentazione dell'aborto, del riconoscimento dell'obiezione di coscienza, del pluralismo dell'informazione, della tutela dell'ambiente, della necessità, invocata con indiscutibile lungimiranza, di combattere e debellare la fame nel mondo, e di eliminare in tutti i paesi la pena di morte, sono diventati patrimonio culturale comune di larga parte della società italiana.
La stessa valorizzazione dello strumento referendario come elemento di democrazia diretta e la grande attenzione da te sempre prestata alle regole che presiedono alla partecipazione elettorale dei cittadini sono il segno di una costante preoccupazione per la necessità di un consapevole e attivo coinvolgimento dell'opinione pubblica e dei cittadini nella vita politica del paese e della volontà di contrastare e combattere fenomeni di distacco e disinteresse verso la vita pubblica.

mercoledì 22 giugno 2011

Il video di Pannella proiettato sulla facciata della sede RAI

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Marco ci chiede di inserire il mio 1min e 30 al TG5 nella tua
bacheca di facebook, nel tuo blog, e anche di passare la voce in tutti i
modi possibili per segnalarlo a quanti più siti e blogger. 

lunedì 13 giugno 2011

QUORUM RAGGIUNTO, l'Italia è un Paese migliore

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Partecipazione sopra ogni aspettativa, voto di portata storica
Umberto Mazzantini
La mobilitazione della riemergente società civile italiana è riuscita a forare, attraverso internet, facebook, twitter, flash-mob, volantinaggi (e qualche volenteroso giornale come greenreport), la coltre del disinteresse e della minimizzazione stesa pesantemente da un apparato politico-mediatico-televisivo-economico che, salvo rare eccezioni, sembra sempre più lontano dalle speranze (e dai timori) degli italiani.
In attesa del risultato definitivo (intorno al 57%, ma in ogni caso abbondantemente sopra il 54% che dunque salvaguarda anche da eventuali scippi sui voti all'estero), già il 41,1% dei votanti ai 4 referendum raggiunto ieri alle 22,00 era da solo un grosso successo di una mobilitazione che ha questa volta percorso strade diverse e spesso lontane dalla politica tradizionale, sono state le associazioni a trascinare nella battaglia per il quorum partiti impigriti e non sempre ben disposti, che spesso (e fortunatamente non tutti e non sempre) hanno ragionato  alla fine con spirito di "parrocchia", per ritagliarsi un minimo di visibilità in una battaglia unitaria che ha trasceso gli schieramenti e che dà finalmente un'immagine positiva della sensibilità ambientale e per i "beni comuni" degli italiani.

domenica 5 giugno 2011

Suicidi in carcere: l’ultima tragedia al supercarcere di Maiano di Spoleto

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Ennesimo suicidio. L'uomo aveva 53 anni e si è impiccato con un lenzuolo nella sua cella, non cè stato nulla da fare.
L'Osservatorio permanente sulle morti in carcere rende noto l'ennesimo suicidio avvenuto venerdì al supercarcere di Maiano di Spoleto. L'uomo aveva 53 anni, era originario di Vibo Valentia e stava scontando la pena dell'ergastolo. Si è impiccato con un lenzuolo e nulla hanno potuto fare per salvargli la vita dal momento che la morte è sopraggiunta quasi istantaneamente. Dall'inizio dell'anno sale a 26 il numero dei suicidi della lista nera nei centri di detenzione italiani ed a 71 il totale dei detenuti morti. 

martedì 29 marzo 2011

Cucchi, "In ospedale per nasconderlo" Il gup: dubbi sul direttore del carcere

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Il funzionario del Prap avrebbe violato il protocollo per imporre il ricovero di Stefano al Pertini. Così il giudice nel motivare la condanna a due anni di reclusione per Claudio Marchiandi. "Nessun dubbio sul fatto che fosse stato picchiato"

Cucchi, "In ospedale per nasconderlo" Il gup: dubbi sul direttore del carcere
I familiari di Cucchi durante il processo
Stefano Cucchi "doveva essere necessariamente internato" nella struttura protetta dell'ospedale Pertini, dove morì il 22 ottobre 2009, per "evitare che soggetti estranei all'amministrazione penitenziaria prendessero cognizione delle tragiche condizioni in cui era stato ridotto" e che tutto "venisse portato a conoscenza dell'autorità giudiziaria". Al Pertini Cucchi sarebbe rimasto "al riparo da sguardi indiscreti" e sottratto "intenzionalmente a tutte le cure di cui aveva bisogno". Lo spiega il gup Rosalba Liso nel motivare la condanna a 2 anni di reclusione per Claudio Marchiandi, funzionario del Prap (Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria), e il rinvio a giudizio davanti alla corte d'assise dei tre agenti della polizia penitenziaria accusati del pestaggio di Cucchi e dei nove, tra medici e infermieri del Pertini, dove il detenuto fu ricoverato per cinque giorni. 


IN AULA Due su dodici gli imputati presenti


"Le condizioni fisiche di Stefano", scrive il gup, "erano palpabili e visibili a ciascuno, erano ben note nel contesto della polizia penitenziaria per la pluralità di soggetti che l'avevano visto ed accompagnato. Non c'era spazio a dubbi di sorta in ordine al fatto che Stefano fosse stato picchiato".

giovedì 3 marzo 2011

Rosy Bindi, candidato Premier? Indagine Demopolis per il programma Otto e Mezzo

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Oltre sette italiani su dieci appaiono convinti che il nostro Paese potrebbe oggi essere pronto ad avere una donna come Presidente del Consiglio. L’esempio tedesco di Angela Merkel costituisce un modello riconosciuto per l’opinione pubblica.
È quanto emerge da un’indagine condotta dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis per il programma Otto e Mezzo condotto su LA7 da Lilli Gruber.
Mentre il Centro Destra, in caso di elezioni anticipate, sembra volersi affidare ancora una volta a Silvio Berlusconi, il dibattito ferve nel Centro Sinistra. Oggi, la sostanziale parità tra le due principali coalizioni, rilevata dal Barometro Politico Demopolis, renderebbe aperta la competizione per la guida del Paese, offrendo nuove chances al Centro Sinistra, a condizione però che si dimostri in grado di superare la permanente conflittualità interna, nei programmi, nella leadership, nelle alleanze.
Vedi qui i risultati dell'indagine Demopolis nel Punto di Paolo Pagliaro sul programma Otto e Mezzo 



giovedì 20 gennaio 2011

Intercettazioni Rubygate Invito a comparire per Berlusconi

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Intercettazioni Rubygate + Invito a comparire per Berlusconi                                                                                                                           

lunedì 20 dicembre 2010

Chi è "Mendax", alias Julian Assange?

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Un Hacker non è un Cracker. E’ fondamentale fare questa distinzione. Per Hacker da decenni si indicato i Pirati Informatici che in effetti sono i misconosciuti Cracker. Craccare un Sistema, significa entrarvi dentro senza esserne l’amministratore e fare un po' di porcate varie, a seconda di chi è il Cracker e della motivazione per cui si decide di sfondare – in pratica – la porta di casa altrui senza essere invitato.
Julian Assange, in arte Mendax è stato un Hacker. Membro di un gruppo internazionale denominato "International Subversives”, la cui traduzione appare chiara: i sovversivi internazionali della Rete. Assange all’epoca – erano gli anni ’80 – scelse con cura il suo pseudonimo rifacendosi ad una frase di Orazio: “magnificamente mendace”. Ovvero: “magnificamente bugiardo”.
Erano anni in cui si parlava di Informatica ad un certo livello solo per quanto riguardava i Sistemi Governativi internazionali, mentre le Masse dovevano accontentarsi di smanettare con antesignani Joystick alla rincorsa di palline bidimensionali su campi verdi che molto si discostavano ancora dalle attuali possibilità creative in materia di giochi per Computers.
All’epoca quindi, chi andava oltre il livello di utente base e si inerpicava nell’esplorazione di qualcosa di totalmente incomprensibile, aveva ottime possibilità di divenire una sorta di Mito. Un Padreterno in grado di comprendere ciò che l’umana comprensione neppure poteva immaginare di striscio.

domenica 12 dicembre 2010

WIKILEAKS, BERLUSCONI: ANCHE ISRAELE PENSA ALL'ATOMICA

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111AAANUOVOCLANDESTINO/ATTUALITA/bomba_atomica.jpgIsraele potrebbe lanciare un attacco preventivo contro l'Iran, anche con armi nucleari, e se lo stato ebraico si sente minacciato nessuno puo' fermarlo, neanche il presidente Usa Barack Obama: e' questa l'analisi fatta dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante il suo incontro con il segretario della Difesa americano Robert Gates il 6 febbraio scorso a Roma. A riferirlo, in un 'cable' inviato a Washington, e' stata la stessa ambasciata americana a Roma, secondo quanto riporta il settimanale tedesco Der Spiegel.
Secondo quanto emerge dal documento riservato diffuso da Wikileaks e pubblicato oggi dal settimanale Der Spiegel, in occasione dell'incontro con Gates, Berlusconi ha assicurato il segretario Usa che l'Italia e' il ''migliore amico degli Stati Uniti'' e non ha nascosto i suoi sospetti secondo cui il regime iraniano starebbe lavorando in segreto alla bomba atomica. In particolare, riferisce l'ambasciata americana, Berlusconi avrebbe detto che il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ''promette di annientare lo Stato israeliano'' ed e' preoccupato di un possibile attacco preventivo da parte del governo di Benyamin Netanyahu. Il premier italiano, ha sottolineato l'ambasciata, ''specula che Tel Aviv potrebbe attaccare, forse perfino con armi nucleari''. E poi l'autore del documento ha citato il presidente del Consiglio: ''Nessuno, incluso il presidente Obama, puo' fermare Israele se (il Paese) sente che la propria esistenza e' minacciata''. Da parte sua, Gates ha raccontato a Berlusconi di una missione aerea israeliana, nel giugno 2008, in cui aerei militari sono arrivati fino alla Grecia, percorrendo 842 km, e ha commentato che la distanza tra le basi aeree israeliane e il reattore nucleare iraniano e' di 840 km. Lo Spiegel osserva che probabilmente l'ambasciata ha fatto confusione tra km e miglia, ma nel documento non e' sfuggita la reazione del premier: ''Berlusconi ha capito''.

domenica 5 dicembre 2010

Il Pierfido a sei zampe

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"Noi non lavoriamo per il vile interesse ma unicamente per arricchire gli altri."
"...Altri", gli fa eco Bonaiuti. 
Il quale ribadisce che, siccome Lui è uno degli uomini più ricchi del mondo e gli intrallazzi con il maschione russo e il colonnello libico sono solo per il bene dell'Italia, come si può pensare che abbia preso tangenti dai gasisti russi?!

lunedì 15 novembre 2010

Toni Servillo: Non chiamatemi ‘Il divo’

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Toni Servillo: Non chiamatemi ‘Il divo’
“Io ci credevo”, potrebbe ben dire il regista Mario Martone, rivendicando una delle sue intuizioni migliori: l’aver lanciato sul grande schermo Toni Servillo, allora attore di formazione esclusivamente teatrale. Le luci dei riflettori non si erano ancora posate sull’artista campano, ma Martone ne aveva saggiato il talento nel corso di progetti sviluppati di comune accordo nel mondo del teatro. La scelta di scritturarlo per il cast di Morte di un matematico napoletano non appariva perciò azzardata. Correva l’anno 1992 quando il lungometraggio, gratificato al festival di Venezia dal premio speciale della giuria, arrivò nelle sale. A far di conto, si scopre facilmente che, dai tempi del debutto di Servillo, sono trascorsi 18 anni, un arco temporale dopo il quale si è soliti sostenere le prove di maturità, chiaramente cinematografica in questo caso. E adesso che è in sala l’ultima fatica diretta da Martone, Noi credevamo, in cui Servillo veste i panni di Giuseppe Mazzini, si può affermare senza timore di smentite che l’interprete ha superato i suoi esami a pieni voti, meritando più di una lode.

lunedì 1 novembre 2010

Le bugie di Berlusconi e l’ipocrisia del Pd

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Il Pd chiede le dimissioni di Berlusconi perché ha mentito alla polizia sull’identità di Ruby. Dimenticando che una sentenza definitiva ha accertato da vent’anni che il Cavaliere è un falso testimone.Le bugie di Berlusconi e l'ipocrisia del Pd

 “Un fatto di gravità inaudita”, “uno sfregio insopportabile alla più elementare grammatica istituzionale”. Il Pd ha commentato così la bugia di Berlusconi alla questura di Milano la sera del 27 maggio 2010 quando, raccontando che la giovane Ruby è “la nipote del presidente egiziano Mubarak”, il premier ha fatto in modo che la polizia affidasse la ragazza alla bella consigliera municipale Nicole Minetti (che peraltro l’abbandonerà subito dopo), anziché a una comunità come prevedeva l’ordine del giudice. Appresa la notizia, persino Bossi ha preso le distanze da Berlusconi (“un uomo del Governo non può farlo, è a dir poco inopportuno”), mentre il Pd, incredulo, ne ha chiesto addirittura le dimissioni.

martedì 26 ottobre 2010

Rai: l'appuntamento col futuro è ora

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di Carlo Verna*

Rai: l'appuntamento col futuro è oraLa vicenda che ha portato alla sanzione aziendale per Michele Santoro e' emblematica. Un'azienda non normale, quella che vuole fermare ad ogni costo una trasmissione che supera spesso i sei milioni di telespettatori. Cosi' come al di fuori di ogni immaginazione e' un servizio pubblico che anziche' sfruttare la disponibilità di personalità come Roberto Saviano, pone ostacoli che rischiano di far saltare la trasmissione.Gli ascolti e le scelte dei cittadini non sono lottizabili ci ricorda spesso Ennio Remondino. Il referendum cui sottoporremo la gestione Masi dal 9 novembre sarà un monito anche per chi in futuro volesse attuare una politica libertcida.Sara' forte la conflittualità sindacale perche' cosi' non e' piu' possibile continuare, ma accanto alle iniziative di protesta occorrono le occasioni per ragionare come quello che abbiamo promosso per mercoledi' 27  alla Fnsi e dal titolo :No al baratro! Una svolta per la Rai.

mercoledì 6 ottobre 2010

L'Aquila e le macerie dimenticate: di questo passo la città sarà "ripulita" nel 2079

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Federico Gasperini
FIRENZE. L'Aquila è uscita dalle cronache quotidiane e dai riflettori risultati utili per un lungo periodo al presidente del Consiglio. Ma i problemi sono tutt'altro che risolti come evidenzia Legambiente nel dossier "Macerie, anno zero" (presentato questa mattina a l'Aquila), in cui l'associazione azzarda una data termine per l'eliminazione dei cumuli di macerie che giacciono sulle strade dei comuni terremotati d'Abruzzo: procedendo al ritmo attuale, serviranno ancora 69 anni.
Ovviamente è una provocazione ma a 18 mesi dal sisma che ha colpito la città abruzzese e altri 56 centri minori, rende ben evidente lo stato di stallo in cui versa la ricostruzione.

martedì 28 settembre 2010

La trave dell'offshore nell'occhio del Cavaliere

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Chi accusa Fini "dimentica" i segreti della Fininvest. Una rete di 64 società per gli affari fuori bilancio. In sette anni movimentati 3.500 miliardi di lire

 immagine dell'isola di St. Lucia
La trave dell'offshore nell'occhio del Cavaliere Quello che vale per ciascuno di noi, vale per Silvio Berlusconi? L'etica pubblica che vincola gli attori politici, obbliga anche il Cavaliere? E, soprattutto, la legge è uguale anche per il capo del governo? Sono le domande che attendono una risposta mercoledì quando Berlusconi terrà alla Camera un discorso che i suoi annunciano memorabile. Vedremo se lo sarà davvero.


Di certo, il capo del governo è atteso a una prova decisiva e ci si augura che, come al solito, non giochi la partita da parolaio fumigante trasformando la notte in giorno, il bianco in nero. Anche perché quegli interrogativi si sono irrobustiti dopo il pubblico chiarimento offerto dal presidente della Camera. Bene, c'è un bruscolo nell'occhio di Gianfranco Fini. È colpevole forse di aver dato fiducia a un "cognato" scavezzacollo. Ipotizziamo la scena peggiore (finora non dimostrata). Il "cognato" ha imbrogliato il presidente della Camera. Ha simulato la compravendita della casa di Montecarlo. In realtà, se l'è comprata nascondendo la proprietà diretta dietro il paravento di una società off-shore dell'isola caraibica di Santa Lucia. Se così fosse, Fini si dimette (è il suo impegno). È responsabile di "ingenuità". Ecco il peccato perché, come ricorda, "non è stato commesso alcun tipo di reato, non è stato arrecato alcun danno a nessuno; non è coinvolta l'amministrazione della cosa pubblica o il denaro del contribuente.

giovedì 23 settembre 2010

E qualcuno mi aveva dato del pazzo....

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Qualche giorno fa alcuni lettore sulla mia pagina Facebook mi avevano dato del pazzo, qualcun altro mi aveva accusato di passare notizie sui rifiuti in Campania solo per fare propaganda e portare più visite al blog, qualcuno mi ha insultato chiedendomi di non trattare più questi argomenti se non posso vedere di persona la situazione, qualcuno sosteneva che questa è lasituazione che c'è normalmente  in ogni città Italiana ... 
Ecco invece le foto pubblicate oggi da Repubblica sulla nuova emergenza rifiuti a Napoli ..cumuli di munnezza persino in pieno centro ... se per voi questa è la normalità ... io abito nella periferia di Roma, e quindi non in pieno centro (dove il servizio è sicuramente molto piùefficace), ma questo schifo sotto casa mia io non l'ho mai visto!!!! e tantomeno in pieno centro!!!! contenti voi!!!!

PS. se ho trattato la questione emergenza rifiuti in Campania è sempre e solo stato per dare voce a quello che la tv troppo spesso dimentica di far vedere e non sicuramente per lapropaganda come qualcuno insinua! E chi pensa queste cose non ha capito molto del mio blog e del lavoro che faccio!                            










mercoledì 22 settembre 2010

Comitato sardo fermiamo le basi: senatori, studiate. "Stop alle bombe a Quirra e Teulada"

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Comitato sardo Gettiamo le Basi
tel 346 7059885 --070823498

1. L’UNIONE SARDA (21-09-2010), il giornalista Paolo Carta intervista il senatore PD Gian Piero Scanu (in allegato)
Per la prima volta un parlamentare sardo denuncia alla stampa il monitoraggio-truffa in corso nel poligono della morte Salto di Quirra,  fa sua la priorità, imposta dal buon senso e dalle norme internazionali, di bloccare le stragi in atto, chiudere i poligoni di Quirra/Perdasdefogu, Teulada, Capo Frasca.
Pur non condividendo affatto l’ottimismo del senatore sulla nuova Commissione Parlamentare d’Inchiesta (la terza), pur non scorgendo segnali concreti per far valere l’esigenza prioritaria di fermare i killer, tuttavia, vogliamo interpretare le sue affermazioni come una crepa nel muro di silenzio omertoso sulle indagini infinite sedicenti scientifiche mirate a NON trovare traccia di contaminazione, quindi assolvere e lasciare mano libera ai responsabili dello scempio sanitario e ambientale consentendo persino di eludere le norme che sanciscono il diritto al risarcimento delle vittime. 

giovedì 16 settembre 2010

IERI BRIGANTI, OGGI TERRORISTI

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Scendendo in Basilicata, nei giorni scorsi ho assistito a Brindisi di Montagna (Pz), nella Foresta della Grancia, al cinespettacolo “La storia bandita”, una grande
rappresentazione spettacolare di teatro popolare, 
animata da oltre 400 volontari, che rievoca la lotta 
dei contadini poveri e dei braccianti senza terra contro
l’oppressione prima del regno borbonico delle due 
Sicilie, poi dell’Impero napoleonico e dell’esercito repubblicano di Gioacchino Murat, poi delle armate
sanfediste antirepubblicane del cardinale Ruffo di Calabria, poi ancora dei Borboni e infine contro il giogo, 
il più spietato, del regno di Piemonte-Sardegna dopo l’unità d’Italia del 1861. Da tutti avevano sperato in una vita migliore, da tutti ricevettero tasse, povertà, 
miseria, fame e morte.
“Calpestati, ci ribellammo” recita Carmine Crocco, il generale capo nel  Vulture-Melfese dei senza terra che, soprattutto nella Lucania, resistettero con le armi 
all’esercito piemontese. Quei contadini e braccianti vennero chiamati con , disprezzo briganti, ma essi furono gli insorti che lottarono contro l’occupazione  militare della loro terra. Contro di loro l’esercito dei padroni piemontesi agì in maniera feroce e determinata, fino a demolire intere foreste per stanarli e massacrarli a uno a uno,
 senza processo come consentì la famigerata legge Pica.

mercoledì 15 settembre 2010

Cancro, giovamenti dal farmaco estratto a Cuba da uno scorpione Buoni risultati pure a Conversano

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di ANTONIO GALIZIA
CONVERSANO
«Mia madre è affetta da glioblastoma, un carcinoma molto aggressivo che le ha colpito il cervello. Abbiamo scoperto la malattia 4 mesi fa. Dopo un intervento chirurgico a San Giovanni Rotondo abbiamo iniziato il trattamento chemioterapico e tutto quello che prevede la medicina tradizionale. Non ottenendo i risultati sperati, dal 9 settembre, con l’ok del nostro oncologo, abbiamo provato l’Escozul, un farmaco naturale prodotto a Cuba. I primi riscontri sono stati positivi. Mia madre è ora più vitale, meno spenta, soffre meno».

A parlare è T.P., imprenditrice di Conversano, prima persona in Puglia a scegliere il farmaco naturale ottenuto con il veleno dello scorpione azzurro caraibico. Appena è entrata a conoscenza dei benefici procurati da questo farmaco, l’imprenditrice ha voluto raccontarlo pubblicamente: «Ho conosciuto l’Escozul su Facebook iscrivendomi al gruppo di discussione “Glioblastoma multiforme cancro al cervello”. Con gli internauti - spiega - ho scambiato alcune informazioni e mi sono subito attivata per ritirare questo farmaco. Ho scoperto che molti pazienti terminali hanno trovato benefici dall’uso di Escozul e che tanti vanno a Cuba per curare i propri familiari».





martedì 14 settembre 2010

Non solo il lavoro ma il diritto alla vita

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Con le politiche del saccheggio i nostri vari Governi, quelli ,per intenderci, che  hanno dilapidato  centinaia di miliardi di euro per soccorrere le banche e gli imperi finanziari a danno dei lavoratori,  in perfetta continuità , si sono proposti come i "salvatori"  del sistema politico ed economico proponendo un'immagine positiva e propositiva della Scuola . In realtà, si metteva scientemente  in pratica il massacro della scuola laica e statale con l'espulsione in massa del precariato , l'attacco indiscriminato al Publico Impiego, la pressione intollerabile del fisco, la proliferazione dei contratti a progetto . Viene in questo scenario , una naturale rabbia e la voglia di rivendicare NON SOLO IL LAVORO MA IL DIRITTO ALLA VITA, che sia degna di questo nome, anche se credo che siamo, attualmente,  ad un punto di possibile non ritorno, per la scuola pubblica,quella che strumento di emancipazione,  ha permesso a molti di realizzare il proprio progetto di vita. Oggi ,inermi , assistiamo   al suo smontaggio pezzo per pezzo, alla sua balcanizzazione , ... per far scendere i prezzi ed immetterla sul mercato.
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