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sabato 26 marzo 2011

La politica della miseria

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di Luigi Sturniolo
La parola che ritorna di più di questi tempi nei discorsi e nei documenti riguardanti la costruzione del Ponte sullo Stretto è “compensazione”. La città di Messina avrà, in cambio della devastazione cui andrebbe incontro in caso di avvio dei cantieri, opere compensative come “l’adeguamento e riqualificazione della Panoramica dello Stretto” o “la rinaturalizzazione e ripascimento dei litorali”; i comuni di Valdina, Torregrotta e Venetico, invece, si beccheranno i materiali di risulta dei cantieri del Ponte in cambio dello svincolo di Monforte (che inizialmente servirà proprio a conferire in discarica); l’Università di Messina consegna l’incubatore d’impresa in cambio di qualche borsa di studio. La politica della compensazione è una vera e propria politica della miseria. Riflette il grado di povertà finanziaria cui sono sottoposte le comunità locali, costrette a prostituire il proprio habitat pur di ricevere in cambio le risorse necessarie per quelle opere, utili ai cittadini, che non potrebbero ormai più realizzare con risorse ordinarie. La politica della compensazione è una vera e propria politica della miseria delle rappresentanze politiche locali che, terminali di quelle filiere gerarchiche che traducono la crisi in depauperamento dei cittadini e mantenimento del differenziale a vantaggio delle elite, fanno raccolta di consenso provando a partecipare alla tavola imbandita degli appalti pubblici ricavandone le briciole per il territorio.

domenica 27 febbraio 2011

[NoPonte.it] GAME OVER. E’L’ORA DELLA MOBILITAZIONE. IL 12 MARZO ASSEMBLEA DE...

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Uno striscione esposto nel corso della manifestazione di stamattina a Giampilieri chiedeva come mai non venissero utilizzati i fondi FAS per la messa in sicurezza dei paesi colpiti dall’alluvione del 1. ottobre 2009. La risposta è che ciò non avviene perché quelle risorse vengono utilizzate per altro, per esempio per alimentare l’iter della costruzione del Ponte sullo Stretto. Gli unici soldi attualmente impegnati per il Ponte, infatti, sono soldi pubblici e corrispondono a 1,3 miliardi di euro facenti capo ai FAS. Sarebbe, quindi sufficiente porre fine alla prospettiva devastante del Mostro sullo Stretto (per il quale sono già stati sperperati centinaia di milioni di euro, 110 solo nell’ultimo anno per trivellazioni e progettazione definitiva) e utilizzare le risorse a esso destinate per dare risposte soddisfacenti alla richiesta di sicurezza che viene dagli abitanti delle aree a rischio sismico e idrogeologico.  Questo è il nostro punto di vista. Questo è l’elemento centrale della piattaforma delle nostre manifestazioni che hanno visto la partecipazione di migliaia di cittadini.

giovedì 30 dicembre 2010

FESTA "NO PONTE" A MESSINA - raduno di fine anno con musica e dibattiti

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Non c’era modo migliore per riunirsi, scambiarsi gli auguri per l’anno che verrà.
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IMG_3627Ma anche per raccogliere le impressioni di tutti, a conclusione di uno degli anni più duri ed intensi sui vari fronti dell’impegno civile e politico che hanno caratterizzato il 2010 a Messina e nel resto d’Italia.
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E naturalmente, primo fra tutti, quello contro la realizzazione della mega opera sullo Stretto, le cui operazioni progettuali hanno lasciato, quest’anno, i primi duri segni sul territorio a causa della massiccia presenza in città di numerosissime trivelle che hanno causato ingenti disagi alla popolazione.
IMG_3637Ieri sera, nel Teatro dell’Istituto Cristo Re e negli spazi adiacenti, tanti giovani ed “anziani” attivisti del movimento No Ponte si sono ritrovati in un happening con una serie di esibizioni musicali tenute da ben 6 band messinesi e calabresi, nel segno dell’amicizia e della condivisione di ideali ed intenti.

lunedì 13 dicembre 2010

Ponte connection

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 Da ormai dieci anni siamo mediaticamente bombardati dal terrorismo; dopo l’ undici settembre per anni i governi, quello americano in testa, ci hanno convinto, con un appropriato lavaggio del cervello, dell’ importanza di colpire non tanto il terrorismo, ma tutti quei bracci economici che servivano a finanziarlo.


Quindi siamo tutti terrorizzati dai terroristi, e per questo dobbiamo assolutamente controllare tutto, e sapere tutto di tutti, dobbiamo scavare nei conti di tutti perché è li dentro che si annidano i finanziatori di questa macchina di morte.
In questi dieci anni ci hanno seguito ovunque, hanno controllato i nostri movimenti, hanno controllato i nostri acquisti, hanno controllato le nostre telefonate, le nostre mail e tutto ciò che ci riguarda.

giovedì 18 novembre 2010

UNA TRIVELLA ACCANTO AL NETTUNO E’ DAVVERO TROPPO

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Quello a cui stiamo assistendo in questi giorni, nel cuore della nostra città, lascia esterrefatti. Anche noi che da anni combattiamo contro lo scempio che il ponte significherebbe per i nostri territori mai avremmo immaginato tanto.

UNA TRIVELLA ACCANTO ALLA FONTANA DEL NETTUNO.

Nel pieno cuore di questa città mille volte offesa ed umiliata,  in bella vista di fronte al Palazzo del Governo, si erge un nuovo totem, la provocazione più incredibile, una gialla trivella vibrante che fa rilievi geognostici. Un intervento che sembra più un misto di oltraggio, arroganza e protervia che una reale esigenza progettuale. Tra Viale della Libertà e Corso Garibaldi? Ma perché? Per il ponte? Lì? Sinceramente una provocazione di tale entità nessuno di noi se l'aspettava. Ben’inteso, non perché non siamo consapevoli del cataclisma che questo scellerato progetto potrebbe causare alla nostra terra (lo abbiamo sempre detto e sostenuto) ma perché la gratuità e l'inutilità di tale gesto possono essere letti in un solo modo: "Noi facciamo quello che ci pare, quando ci pare e come ci pare".

domenica 14 novembre 2010

L'intervento di Antonio Mazzeo in occasione del ritiro del Premio Bassani

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Colgo l’occasione per ringraziarVi tutti per essermi stati vicini ed avermi seguito in questi anni d’inchieste giornalistiche. In particolare ringrazio la sezione messinese di Italia Nostra, da sempre in prima linea nelle campagne contro il Ponte sullo Stretto, e il Comitato regionale di Italia Nostra che ha presentato la mia candidatura per il Premio nazionale “Giorgio Bassani” di Italia Nostra. Un ringraziamento caloroso va a tutti gli organi di stampa, testate, siti web, blog, ecc. che hanno ospitato i miei articoli, condividendone e socializzando i contenuti. Sono stati veramente tanti, impossibile elencarli uno per uno, rischierei imperdonabili dimenticanze. Un loro elenco, spero completo, è stato inserito nel curriculum presentato alla prestigiosa giuria del Premio.

sabato 9 ottobre 2010

Controllori e controllati a braccetto sul Ponte sullo Stretto

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Cresce in Parlamento l’indignazione per le ammissioni di Silvio Berlusconi sui «molti sforzi prodigati» dal suo precedente governo per «evitare la partecipazione all’appalto per il Ponte sullo Stretto di Messina di grandi imprese straniere». Dopo l’interpellanza dei senatori dei Radicali ItalianiDonatella Poretti e Marco Perduca che hanno chiesto di sapere «in cosa sono consistiti i “molti sforzi” e se le 32 riunioni citate da Berlusconi erano state fatte per arrivare ad un appalto realizzato su misura per le imprese italiane», scende in campo anche il Partito democratico. «Durante il discorso per la fiducia, Silvio Berlusconi si è candidamente auto-accusato di aver pilotato l’appalto per i lavori del Ponte», ha dichiarato Ignazio Marino, membro Pd della Commissione Igiene e Sanità del Senato. «Una piena confessione di illegittimità per aver compiuto una discriminazione, almeno indiretta, nei confronti delle imprese europee, per di più resa di fronte al Senato della Repubblica». Marino ha chiesto l’intervento della Commissione europea per ottenere «chiarimenti rispetto alla violazione della libertà di concorrenza». «Sarebbe inoltre legittimo – aggiunge il parlamentare - che le imprese escluse chiedano il risarcimento del danno subito, ma a pagare dovrebbe essere Silvio Berlusconi e la sua confidenza con l’illegalità e i provvedimenti ad hoc, non tutti gli italiani».

domenica 3 ottobre 2010

Il popolo “no ponte” invade le strade di Messina. 10000 in corteo per chiedere che i soldi destinati all’ecomostro vengano destinati alla messa in sicurezza del territorio

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VIDEO STREAMING: www.qik.com/bornagain/videos



Nei giorni scorsi abbiamo assistito al rimpallo di responsabilità tra governo centrale, Protezione civile e poteri locali sui ritardi nella messa in sicurezza dei luoghi colpiti dalle alluvioni e dalle frane dell’uno ottobre 2009. Si tratta dello stesso deprimente scarica-barile di responsabilità cui abbiamo assistito subito dopo gli eventi calamitosi. Si tratta di un modello già sperimentato per nascondere l’assenza di una reale volontà di intervenire con investimenti adeguati.
Ad un anno di distanza dalla tragedia di quel 1. ottobre, insomma, il rischio, per chi abita in quelle zone rimane alto, così come incerto è il futuro per larghe parti del territorio siciliano e calabrese caratterizzate da un’accentuata fragilità dal punto di vista idrogeologico.




Ecco come i cantieri del Ponte preparano le nuove Giampilieri

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di Antonello Mangano 
Annunziata, Pace, Curcuraci e Torre Faro. In queste località, tra colline friabili e torrenti, sono previste le cave e le discariche dei cantieri del Ponte. Lo prevede il progetto definitivo in corso di realizzazione. Si parla di milioni di metri cubi di materiali di risulta, ma anche nuove piste di cantiere e persino chiatte e punti di imbarco per non intasare le strade. Un impatto spaventoso su un territorio fragilissimo e devastato. Esattamente il contrario della messa in sicurezza chiesta dai cittadini. 



sabato 2 ottobre 2010

Il WWF aderisce alla manifestazione "NO Ponte" del 2 ottobre a Messina

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“Più passa il tempo e più è evidente come la scelta effettuata nel 2001 dal III Governo Berlusconi di inserire il ponte sullo Stretto di Messina nel Programma delle infrastrutture strategiche per il Paese ormai appaia una decisione  scellerata dal punto di vista economico, sociale ed ambientale. Non solo si stanno uccidendo le speranze per un Italia migliore, ma si sta emblematicamente sgretolando il territorio – ha dichiarato Stefano Leoni – Presidente del WWF Italia - E’ di appena un anno fa la tragedia di Giampilieri e altri territori a Messina sono stati devastati, si sgretolano anche le coste di Ischia e poi da Portovenere alla costiera Amalfitana. L’Italia è sull’orlo del tracollo economico mentre il Ponte da solo costerebbe almeno 6,3 miliardi di euro con oltre 122 milioni solo per la progettazione,  ancora ci sono dubbi sulla sua fattibilità tecnica, dovrebbe sorgere in una delle aree a più alto rischio sismico, si rischia che diventi un’opera in perdita date le stime del traffico e si dovrà devastare altro territorio per costruirla. Cosa altro serve sapere al Governo per abbandonare  definitivamente questo progetto?”

venerdì 1 ottobre 2010

La Gara del Ponte, Madre di tutte le Turbative

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di Antonio Mazzeo
“L’apologia dell’illegalità”. Potrebbe essere intitolato così uno dei passaggi chiave dell’intervento del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il 30 settembre 2010, a Palazzo Madama. Una fiducia conquistata dopo una lunga auto-celebrazione, lui, l’uomo della provvidenza, artefice unico dello sblocco dei lavori del Ponte sullo Stretto, padre-madre di tutte le Grandi Opere. «Entro dicembre sarà pronto il progetto esecutivo, già molto avanzato, del Ponte di Messina», ha dichiarato Berlusconi. «Era stato dato anche l’appalto ad una cooperativa di imprese italiane dopo che eravamo riusciti, prodigando molti sforzi, ad evitare la partecipazione all’appalto di grandi imprese straniere, perché volevamo che quest’opera fosse un orgoglio tutto italiano. Con l’intervento del Governo della sinistra il piano è stato accantonato. Avevo personalmente, con il sottosegretario Letta, partecipato a 32 riunioni per il varo di questo piano, sino a giungere all’appalto, che è stato dato. In cinque minuti il Governo della sinistra ha accantonato il progetto. Cinque anni per costruire e cinque minuti per distruggere».

“I soldi del ponte per la sicurezza del territorio”: manifestazione il 2 a Messina

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di Raffaella Cosentino - Redattore Sociale

A un anno dalla frana di Giampilieri che causò 37 morti, la rete No Ponte chiede di spostare i fondi pubblici destianti alla costruzione del Ponte. Adesioni da tutta Italia, proteste comuni con No Tav e No tunnel. La mobilitazione sbarca a Roma.

“I soldi del Ponte per la messa in sicurezza del territorio” è lo slogan della manifestazione No Ponte prevista per sabato 2 ottobre a Messina, in occasione dell’anniversario della frana di Giampilieri che causò 37 morti. Il premier Berlusconi ha detto in aula a Montecitorio che il progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto sarà pronto a dicembre.  Ma sulla sponda siciliana la mobilitazione è cresciuta durante l’estate, in concomitanza con l’avvio delle trivellazioni, partite a giugno,  per sondare il terreno su cui dovrebbero sorgere le basi  del ponte.

giovedì 30 settembre 2010

Nuove adesioni per il 2 ottobre

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Un documento comune di Rete NOPONTE, NOTAV Val di Susa, NOTUNNELTAV Firenze. Una settimana all'insegna del NO alle inutili grandi opere.




La prima settimana di ottobre 2010 vede una serie di iniziative  che interessano, non solo simbolicamente, tutta Italia: il 2 ottobre cominciano i “NOPONTE” tra Sicilia e Calabria per dire “no al ponte” più assurdo che sia mai stato immaginato; continueranno il 9 ottobre a Firenze i “NOTUNNEL”, i comitati che si oppongono ad un pericolosissimo tunnel TAV di 7 chilometri sotto una delle più importanti città d'arte; sempre il 9 i “NOTAV” della Val di Susa parteciperanno ad una manifestazione indetta dalla Comunità Montana e dai sindaci della loro valle per dire “no al corridoio ferroviario” che esiste solo nella mente di chi vuol lucrare dalla costruzione di opere inutili. Tre luoghi simbolici che riuniscono, dall'estremo Nord al profondo Sud, passando dal centro, una Italia impoverita dalla speculazione, rassegnata al degrado, narcotizzata da una informazione distorta, devastata da una enorme colata di cemento.
Le grandi opere sono ormai una delle anomalie più gravi che attanagliano l'Italia. La serie di luoghi comuni a sostegno di questi inutili progetti, ripetuti dai governi che si sono succeduti negli ultimi venti anni, sono smentiti ogni giorno di più:

martedì 28 settembre 2010

Adesione al 2 ottobre della campagna per la smilitarizzazione di Sigonella

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Consideriamo fisiologico aderire e partecipare alla manifestazione nazionale contro il Ponte.
Solo poche settimane fa è atterrato a Sigonella il primo dei 20 micidiali “aerei senza pilota “ Global Hawk, negli anni i pericoli della militarizzazione della nostra isola e dei nostri mari si moltiplicano . La base di Sigonella ospita il sistema di sorveglianza terrestre AGS (per la cui installazione il governo sborserà entro quest’anno 150 milioni di euro) e tutto ciò comporterà l’arrivo di 800 militari Nato, con rispettive famiglie, con conseguenti cementificazioni di fertili terreni agricoli nel lentinese, mentre vincoli ambientali ed archeologici sono stati eliminati per meglio servire le esigenze strategico-militari degli Usa. Mentre si dilapidano ingenti risorse pubbliche per potenziare le spese militari in scellerate politiche di guerra e costruire micidiali siti di morte nei nostri territori, si tagliano sempre più le spese sociali (distruggendo la scuola pubblica) e si continua a smantellare  l’apparato produttivo nella nostra isola.

lunedì 27 settembre 2010

Energia Messinese aderisce al corteo No Ponte del 2 ottobre

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Energia Messinese è un’associazione apartitica attiva sul territorio, e come tale non può restare indifferente davanti al solo pensiero di immaginare la nostra città trasformata in un enorme cantiere e successivamente in un enorme svincolo autostradale. Cemento su cemento. Come quello che in tutti questi anni si è accumulato a Messina, anche per soddisfare perverse logiche politiche e clientelari.
Cos’è il Ponte per noi? Il Ponte è una Fata Morgana: un’ingannevole illusione, che rende più vicino ciò che in realtà vicino non è e vicino non sarà mai. Il Ponte è un parafulmine, che ha come scopo di giustificare i fallimenti delle classi dirigenti di destra e sinistra che si sono alternate in questi anni. E’ una promessa immantenibile da parte degli attuali politici di destra e sinistra che vorrebbero pianificare un futuro che, con ogni probabilità, non vedranno mai.

domenica 26 settembre 2010

No al Ponte, Rifondazione comunista parteciperà alla manifestazione del 2 ottobre

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Il Prc aderisce alla manifestazione nazionale, indetta dalla rete No Ponte, che si terrà a Messina il prossimo 2 ottobre contro il tentativo del governo Berlusconi di andare avanti con l’avvio dei lavori del ponte sullo Stretto. Rifondazione comunista aderisce perché lo spreco di risorse stanziate per un’opera inutile come il Ponte appare come uno schiaffo ai territori devastati. Ricordiamo quanto avvenuto lo scorso anno nel messinese, a Giampilieri e a Scaletta Zanclea, quando le forti precipitazioni hanno causato devastazioni e morti che si sarebbero potuti evitare se solo si fosse dato ascolto a chi da anni lancia l’allarme riguardo al rischio idrogeologico.

giovedì 23 settembre 2010

A che punto sono i lavori del Ponte? Cosa sta facendo il movimento No Ponte?

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Trivellazioni, semaforo verde per Eurolink nel complesso “Due Torri”. Ma solo perché accompagnata dalla Forza pubblica

di Danila La Torre
Alle ore dieci e un quarto i cancelli del complesso “Due Torri” si sono spalancati per consentire l’accesso all’ingombrante trivella di Eurolink. Dopo la guerra, anche sul piano giuridico, la pace? Nient’affatto. I proprietari degli immobili del condominio di via Circuito - che lo scorso 14 settembre erano riusciti a proibire l’ingresso ai rappresentanti della società di progetto e agli operai della ditta incaricata di effettuare le perforazioni necessarie a prelevare porzioni di terreno da analizzare in laboratorio - questa volta non hanno potuto opporre resistenza. Come annunciato, infatti, la squadra in loco del Contraente Generale , composta dal responsabile delle analisi geognostiche Santi Vinci, dall’ing.Giovanni Parisi e dal legale rappresentate Augusto Ottaviano si è presentata 'scortata' dalla forza pubblica.

lunedì 20 settembre 2010

Sigonella ospita il primo Global Hawk delle forze armate Usa di Antonio

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   Da oggi volare sulla Sicilia sarà come giocare alla roulette russa. La notte del 16 settembre, nella aeronavale di  è atterrato il primo dei 5 velivoli senza pilota UAV RQ-4B dell’US Air Force previsti nell’isola nell’ambito di un accordo top secret stipulato tra Italia e Stati Uniti nell’aprile del 2008.
Alla vigilia dell’arrivo del micidiale aereo-spia, le autorità preposte alla sicurezza dei voli avevano emesso il NOTAM (NOtice To AirMen) W3788/10 in cui si annunciava che dall’una alle ore quattro di giovedì 16 sarebbero state sospesi gli approcci strumentali e le procedure per l’avvicinamento di aerei ed elicotteri allo scalo di Catania-Fontanarossa, il terzo come volume di traffico passeggeri in Italia, distante meno di dieci chilometri in linea d’area dalla   di .
Una misura necessaria a evitare che il  potesse interferire con il traffico aereo, a riprova della pericolosità di questo nuovo sistema di guerra il cui transito nei corridoi riservati al trasporto civile è fortemente osteggiato dalle due maggiori associazioni piloti degli Stati Uniti d’America, la Air Line Pilots Association (ALPA) e la Aircraft Owners and Pilots Association (AOPA).
Il  è un aereo con elevate capacità nel settore d’intelligence, sorveglianza e ricognizione. La sua apertura alare è di 40 metri, quasi come quella di un 737, ha un peso di oltre 14 tonnellate e può volare fino a 36 ore consecutive a circa 600 chilometri all’ora a quote di oltre 20.000 metri. Prodotto dall’industria statunitense Northrop Grumman, il  è in grado di monitorare un’area di 103,600 chilometri quadrati grazie a un potentissimo radar e all’utilizzo di telecamere a bande infrarosse.
Le immagini registrate vengono poi trasmesse per via satellitare ai comandi terrestri. La sua rotta è fissata da mappe predeterminate, un po’ come accade con i missili da crociera Cruise, ma gli operatori da terra possono tuttavia cambiare le missioni in qualsiasi momento.
Il prototipo giunto a  è stato assegnato al “9th Operations Group/Detachment 4”, il distaccamento dell’US Air Force operativo sin dallo scorso anno per coordinare e gestire le missioni di spionaggio e guerra dello squadrone RQ-4B in Europa, Africa e Medio oriente. Il distaccamento  dipende direttamente dal 9th Reconnaissance Wing del Comando per la guerra aerea con sede a Beale (California), anche centro dell’Agenzia d’intelligence dell’aeronautica statunitense.

lunedì 13 settembre 2010

L’INSORGENZA PRECARIA INVADE LO STRETTO. ABBIAMO BISOGNO DELLA SCUOLA PUBBLICA, NON DEL PONTE SULLO STRETTO

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Un corteo incontenibile di migliaia di persone ha percorso le strade di Messina (e la stessa cosa è avvenuta sulla sponda calabrese dello Stretto) in difesa del lavoro e della scuola pubblica. L’obiettivo era fare della giornata di oggi un evento simbolo della lotta dei precari e così è stato. Il tentativo di confinare la protesta dentro il perimetro di Piazza Cairoli si è liquefatto rapidamente, scavalcato dalla giusta rabbia di chi vede in pericolo il diritto ad un’esistenza dignitosa.

martedì 7 settembre 2010

Le grandi sfide d’autunno del Movimento No Ponte

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Tra Scilla e Cariddi il miracolo di una rivisitazione della biblica sfida tra il piccolo Davide e il gigante Golia. Uno scontro impari, da una parte gli instancabili attivisti  che finanziano cortei e sit-in con adesivi e magliette di cotone, dall’altra i potenti fautori della realizzazione della Madre delle Grandi Opere, il Ponte sullo , faraonico e irrealizzabile progetto strapagato con ingenti risorse pubbliche.
Nonostante l’infernale macchina propagandistica dei Signori del capitalismo straccione di Casa nostra, i  resistono, mordono, mobilitano, colpiscono. Così, a fine agosto, tra le stradine di Torre Faro, il villaggio dove dovrebbe sorgere il pilone “siciliano” del Ponte, hanno sfilato più di tremila persone per difendere il territorio dall’ennesimo inusitato saccheggio.
Un corteo colorato, allegro, propositivo e ottimista, qualità ormai rare in un’Italia sempre più povera e disarticolata dal neoliberismo e dall’autoritarismo piduista e berlusconista. Un’iniziativa che è punto di arrivo della mobilitazione estiva fatta d’incontri, dibattiti, mostre itineranti, pubblicazioni e presentazioni di libri e documenti, il frutto di una maturazione collettiva dove alla mera presa di posizione ambientalista in nome della difesa museale della bellezza dello , si è passati alle denunce dei devastanti effetti socio-economici e occupazionali e delle innumerevoli caratteristiche criminali e criminogene dell’opera di collegamento stabile Calabria-Sicilia.
Al miracolo resistenziale dei  hanno certamente contribuito alcune scelte fortemente autolesioniste dei Padrini del Ponte e del general contractor chiamato alla progettazione definitiva e realizzazione dell’infrastruttura. Inspiegabilmente c’è chi ha pensato in piena estate a riempire di trivelle le strade più percorse dal flusso dei bagnanti messinesi, contribuendo pesantemente all’esplosione degli ingorghi automobilistici.

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