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giovedì 8 dicembre 2011

Il Professore distratto

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Mario Monti il professore distratto Claudio messora Decreto Salva italia Salva-Italia Byoblu byoblu.Com

articolo di Valerio Valentini per Byoblu.com

Mario Monti ha presentato, nei giorni scorsi, la nuova manovra finanziaria, tronfiamente ribattezzata “Salva-Italia”. Aumento delle accise sulla benzina e dell’IVA, reintroduzione dell’ICI, innalzamento dell’età pensionabile, finanziamento delle grandi opere faraoniche come la Tav. Nessun taglio invece alle missioni militari, all’8 per mille alla Chiesa Cattolica né al numero dei parlamentari. Niente aste per l’assegnazione delle reti televisive (che continueranno ad essere regalate a Rai e Mediaset), né misure efficaci contro l’evasione fiscale. La manovra stabilisce, inoltre, una seconda minimale tassazione sui fondi rientrati con lo Scudo Fiscale (1,5%) e garantisce nuovamente l’esenzione dall’IVA per gli edifici religiosi a scopo di lucro.


L’opposizione finge di opporsi ma poi sottobanco chiede essa stessa che venga posta la fiducia. I sindacati si sono dichiarati contrari, salvo dividersi sulle modalità di protesta: 4 ore di sciopero indette dalla CGIL e 2 da CISL e UIL. Dopo la riedizione speciale di Carramba che sorpesa! andata in onda domenica scorsa, Monti ieri sera è andato da Vespa (ma "non per fargli un piacere"), il quale ha rispolverato per l’occasione il suo inconfondibile stile, così riassumibile: “Si faccia domande, si dia risposte, si dia un voto. Bravissimo Presidente!”. I giornali, gli opinionisti e i sedicenti intellettuali italiani si sono lanciati in lunghe articolesse, anch’esse facilmente accumunabili nella logica seguente: “La manovra è dura, chiede enormi sacrifici. Ma la situazione è tragica, i tempi ristretti e il Paese sull’orlo del baratro. Dunque lunga vita a Monti!”.

Però, in fondo, la finanziaria di Monti è un bene. Almeno ha gettato la maschera e ha mostrato da che parte sta. E non è certamente dalla parte della classe media, dei lavoratori e dei cittadini onesti. Se infatti avesse davvero voluto fare dell’equità il punto centrale della manovra, i soldi, anziché chiederli a chi percepisce una pensione di poco superiore ai mille euro, li avrebbe chiesti a chi le tasse non le ha mai pagate, o a chi ha sempre goduto di benefici enormi e insopportabili.

I grandi evasori, ad esempio, quelli che per anni hanno tenuto i propri soldi all’estero, nei paradisi fiscali, e hanno potuto riportarli in Italia grazie allo Scudo Fiscale a fronte di un misero 5% di tassazione e con la garanzia dell’anonimato, si vedranno aumentare il prelievo solo del 1,5%. Si dice che rivalersi su questi capitali sarebbe una violazione del patto con lo Stato. Invece violare il patto sulle pensioni va bene? Se Monti avesse davvero voluto distribuire i sacrifici avrebbe tenuto conto che negli USA, o nel Regno Unito, lo Stato obbliga di tanto in tanto i ricconi a riportare in patria i propri fondi esteri, e su quelli si prende dal 40% al 50%. Dunque perché non adeguarsi agli standard di altri Paesi?

Oppure, sempre se avesse voluto applicare davvero la famosa equità, avrebbe preteso anche dal Vaticano qualche soldino, dal momento che ogni anno, tra ICI, Irap, Ires e altre imposte mancate, alcuni ritengono che il mancato gettito pontificio assommi anche a 6 miliardi di euro. Del resto, proprio il cardinal Bertone ha affermato cheI sacrifici fanno parte della vita”. Evidentemente in certi casi l'eutanasia è più attraente.

Poi ci sono i finanziamenti al TAV. Quarantasette miliardi di euro, secondo il Financial Times, che l'Italia dovrebbe gettare in un progetto che prevede di sventrare le Alpi per costruire una ferrovia che trasporti merci tra Torino e Lione. Anche se quella linea esista già ed è sfruttata soltanto per un sesto delle sue potenzialità. E ben dovrebbe saperlo Mario Monti, lui che è professore, visto che è stata proprio una commissione composta da 130 docenti universitari a mandare una lettera a Napolitano per denunciare l’inutilità dell’opera.

E vogliamo parlare poi dell’assegnazione delle frequenze televisive? Lo Stato oggi regala alle emittenti una cifra stimata in 16 miliardi di euro, cioè più della metà dell’attuale finanziaria. Semplicemente si rifiuta di incassare. Questo, oltre che ad essere equo, sarebbe stato anche un provvedimento che avrebbe messo a tacere le malelingue, che vedono nella nomina di Corrado Passera al ministero dello Sviluppo, delle Infrastrutture e delle Telecomunicazioni una garanzia data da Monti a Berlusconi sull’intenzione di salvaguardare interessi e privilegi del Biscione.

Senza voler poi nominare la spesa militare che per il 2010 è stata di 23 miliardi ma che nel 2011 è destinata ad aumentare, in considerazione della guerra in Libia e di quei 18 miliardi che stiamo spendendo per l'acquisto di nuovi caccia-bombardieri. E senza considerare i 43 miliardi di sprechi nell'amministrazione pubblica derivanti dal mancato sviluppo della banda larga, tutti aspetti considerati in questo post di Claudio Messora. Per non parlare poi dei 98 miliardi di euro che i gestori concessionari del gioco d'azzardo devono allo Stato almeno dal 2007.

Quante finanziarie ci uscivano, professore, quante? Ma forse era più facile, o più strategico, mandare le guardie del Re a prelevare ulteriori raccolti dai granai, depauperando le messi già provate dalla carestia e dall'applicazione di decime su decime. Che si parli dell'antica Roma, dell'alto Medioevo o della grande era della globalizzazione non c'è niente da fare: a pagare è sempre il popolino. Una volta, almeno, non la chiamavano democrazia. Era già qualcosa...

per Byoblu.com: Valerio Valentini

venerdì 2 settembre 2011

ASSEMBLEA PERMANENTE NO F35 Appello+Invito

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Appello ai cittadini di Novara, della provincia, dei Territori adiacenti al parco del Ticino e a Tutti/e 

  • Un nuovo progetto di devastazione ambientale si sta affacciando nello scenario novarese già duramente colpito dal TAV e altre infrastrutture invasive.
    Si intende realizzare una bretella autostradale per congiungere la città a Malpensa che squarcerà il parco del Ticino con due ponti.
    Il costo dell’opera è quantificato in 240 milioni di euro, sicuramente incrementabile in fase di realizzazione.
    L’opera è inutile (esiste una superstrada Marcallo-Mesero-Malpensa sufficiente a smaltire il traffico sull’asse Torino-Milano), è costosa per l’entità elevata della cifra prevista, è dannosa per il territorio per l’enorme quantità di terreno fertile ed irriguo sconvolto dal progetto.
    Questa operazione del progetto cade in un periodo drammatico di crollo dei redditi sociali, di avanzata commistione tra imprenditori d’assalto e malavita organizzata e di annientamento totale di risorse pubbliche nei confronti del bisogno sociale.
    Questa scelta sottrae sicuramente dignità ed esistenza a tutti/e.
    Il progetto è ulteriormente aggravato nelle sue finalità da un raccordo stradale la cui funzione è delimitare un’area di servizio all’aeroporto di Cameri potenziata ed allargata rispetto alle attuali dimensioni.

martedì 22 febbraio 2011

L'industria bellica italiana e il gran bazar di Tripoli

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Bombe, siluri, razzi, aeromobili, apparecchiature elettroniche: sono i principali ‘articoli’ che l’industria bellica italiana ha piazzato in Libia a partire dal 2006, anno in cui sono ripresi i flussi commerciali tra i due paesi.


Agenzia Misna - “Non sappiamo se queste armi vengono impiegate nella repressione delle proteste antigovernative – dice alla MISNA Maurizio Simoncelli, vice-presidente dell’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo – ciò che possiamo dire con certezza è che l’Italia è il primo esportatore europeo di armi in Libia dove arriva il 2% del totale della produzione italiana”. Secondo i dati di Archivio Disarmo, sulla base di rapporti della presidenza del Consiglio le autorizzazioni alle esportazioni italiane per il 2009 sono state pari a circa 118,8 milioni di euro, in aumento rispetto ai 93 milioni circa del 2008. “Tra l’altro – aggiunge Simoncelli – dopo un leggero calo, nel 2008 il valore delle spese militari libiche ha ricominciato a crescere, raggiungendo la cifra di 1,1 miliardi di dollari”.

venerdì 17 dicembre 2010

LA CULTURA FA PAURA (soprattutto in questi tempi) ..

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Dopo la nostra denuncia e le testimonianze di solidarietà arrivate, la Questura di Novara ha fatto il dovuto passo indietro e ci ha autorizzato lo spazio in centro città di Novara per fare lo spettacolo la “VIA CRUCIS DEL POVERO CRISTO”, tragedia popolare in 15 stagioni.
Domenica 19 Dicembre 2010 ore 16 angolo delle ore( via Mazzini/angolo corso Italia per chi non è di Novara nei pressi del comune) al Comune.
Vi aspettiamo numerosi

3) TERZA STAZIONE: Il Povero Cristo cade la prima volta.
Ti compatiamo, Povero Cristo, e ti esortiamo alla rivolta. Perché sopportando la maledetta Croce della guerra hai consegnato il mondo ai potenti. 
“Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore, al dolore che ora mi tormenta: il bilancio del ministero della difesa, come nelle ultime 12 finanziarie bipartisan, reclama i soliti 20 miliardi di euro per le spese militari correnti, mentre 15 miliardi di commesse pubbliche andranno alla industria multinazionale Lokheed Martin per l’acquisto di 131 aerei F-35, mentre ci raccontano la menzogna (fra un orgia e un inciucio mafioso) che c’è la crisi, che non ci sono soldi per ospedali e scuole, o per sanare il dramma della disoccupazione e la piaga del precariato o per non trattare da schiavi i fratelli migranti, senza i quali il paese si bloccherebbe. E’ il dolore dell’ingiustizia e dell’impunità dei potenti che mi tormenta più della fatica della croce ”. (Lamentazioni1.12)

mercoledì 24 novembre 2010

Campagna: Non finanziate i cacciabombardieri F35

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ASSEMBLEA PERMANENTE NO F35Campagna: Non finanziate i cacciabombardieri F35
Promossa da: DisarmiAmoLaPace (Varese)
Appello affinché i parlamentari non votino il finanziamento del cacciabombardiere F35
Il Governo italiano sta procedendo nella continuazione del programma per la realizzazione di 131 cacciabombardieri F35 Joint Strike Fighter che impegneranno il nostro paese fino al 2026 con una spesa, destinata ad aumentare, di oltre 15 miliardi di euro.

Il Parlamento approvando la prossima "Legge Finanziaria" stanzierà per sua la produzione circa 472 milioni di euro per il 2011, cifra che dovrà più che raddoppiare negli anni successivi per tenere il passo con quanto deciso.

sabato 6 novembre 2010

HAPPENING NO WAR > SABATO 06 NOVEMBRE 2010 > FACCIAMO LA FESTA ALLA BASE DI CAMERI > OPEN > h 10,00

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L'aeroporto militare di Cameri esiste da centouno anni, un vecchio aereo come monumento, un piazzale vuoto, un cancello e chilometri di filo spinato che squarciano il parco del Ticino occupando un'area molto vasta proprio ai confini del parco naturale, che dovrebbe quindi sopportare l'impatto dei collaudi di centinaia e centinaia d’aereirumorosissimi e certamente inquinanti, con le relative gravi conseguenze per la salute e la qualità della vita degli abitanti della zona, in contrapposizione a quanto recepito dall’Unesco nell’ottobre 2002 che ha espresso il suo parere favorevole e i Parchi della Valle del Ticino sono così entrati a far parte delle riserve della biosfera.
Contribuisce alla manutenzione di F16 Falcon, Tornado, AM-X, e Eurofighters con la presenza dell’azienda armiera privata Agusta Westland per quando riguarda il mercato elicotteristico.
Da Cameri sono partiti i soldati per la prima guerra del Golfo e la Taurinense diretta in Afghanistan.
Nessuno sa, o vuole dire, quale sia precisamente lo stato giuridico dell'aeroporto, quanto appartenga all'Italia, quanto alla Nato, quanto ai privati, in definitiva il suo status è BASE
DELL’AERONAUTICA ITALIANA DI GUERRA.

venerdì 1 ottobre 2010

La Gara del Ponte, Madre di tutte le Turbative

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di Antonio Mazzeo
“L’apologia dell’illegalità”. Potrebbe essere intitolato così uno dei passaggi chiave dell’intervento del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il 30 settembre 2010, a Palazzo Madama. Una fiducia conquistata dopo una lunga auto-celebrazione, lui, l’uomo della provvidenza, artefice unico dello sblocco dei lavori del Ponte sullo Stretto, padre-madre di tutte le Grandi Opere. «Entro dicembre sarà pronto il progetto esecutivo, già molto avanzato, del Ponte di Messina», ha dichiarato Berlusconi. «Era stato dato anche l’appalto ad una cooperativa di imprese italiane dopo che eravamo riusciti, prodigando molti sforzi, ad evitare la partecipazione all’appalto di grandi imprese straniere, perché volevamo che quest’opera fosse un orgoglio tutto italiano. Con l’intervento del Governo della sinistra il piano è stato accantonato. Avevo personalmente, con il sottosegretario Letta, partecipato a 32 riunioni per il varo di questo piano, sino a giungere all’appalto, che è stato dato. In cinque minuti il Governo della sinistra ha accantonato il progetto. Cinque anni per costruire e cinque minuti per distruggere».

lunedì 20 settembre 2010

Sigonella ospita il primo Global Hawk delle forze armate Usa di Antonio

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   Da oggi volare sulla Sicilia sarà come giocare alla roulette russa. La notte del 16 settembre, nella aeronavale di  è atterrato il primo dei 5 velivoli senza pilota UAV RQ-4B dell’US Air Force previsti nell’isola nell’ambito di un accordo top secret stipulato tra Italia e Stati Uniti nell’aprile del 2008.
Alla vigilia dell’arrivo del micidiale aereo-spia, le autorità preposte alla sicurezza dei voli avevano emesso il NOTAM (NOtice To AirMen) W3788/10 in cui si annunciava che dall’una alle ore quattro di giovedì 16 sarebbero state sospesi gli approcci strumentali e le procedure per l’avvicinamento di aerei ed elicotteri allo scalo di Catania-Fontanarossa, il terzo come volume di traffico passeggeri in Italia, distante meno di dieci chilometri in linea d’area dalla   di .
Una misura necessaria a evitare che il  potesse interferire con il traffico aereo, a riprova della pericolosità di questo nuovo sistema di guerra il cui transito nei corridoi riservati al trasporto civile è fortemente osteggiato dalle due maggiori associazioni piloti degli Stati Uniti d’America, la Air Line Pilots Association (ALPA) e la Aircraft Owners and Pilots Association (AOPA).
Il  è un aereo con elevate capacità nel settore d’intelligence, sorveglianza e ricognizione. La sua apertura alare è di 40 metri, quasi come quella di un 737, ha un peso di oltre 14 tonnellate e può volare fino a 36 ore consecutive a circa 600 chilometri all’ora a quote di oltre 20.000 metri. Prodotto dall’industria statunitense Northrop Grumman, il  è in grado di monitorare un’area di 103,600 chilometri quadrati grazie a un potentissimo radar e all’utilizzo di telecamere a bande infrarosse.
Le immagini registrate vengono poi trasmesse per via satellitare ai comandi terrestri. La sua rotta è fissata da mappe predeterminate, un po’ come accade con i missili da crociera Cruise, ma gli operatori da terra possono tuttavia cambiare le missioni in qualsiasi momento.
Il prototipo giunto a  è stato assegnato al “9th Operations Group/Detachment 4”, il distaccamento dell’US Air Force operativo sin dallo scorso anno per coordinare e gestire le missioni di spionaggio e guerra dello squadrone RQ-4B in Europa, Africa e Medio oriente. Il distaccamento  dipende direttamente dal 9th Reconnaissance Wing del Comando per la guerra aerea con sede a Beale (California), anche centro dell’Agenzia d’intelligence dell’aeronautica statunitense.

venerdì 17 settembre 2010

Atterraggio a Sigonella del Global Hawk, c’è da stare tranquilli?

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Da oggi volare sulla Sicilia sarà come giocare alla roulette russa. La notte del 16 settembre, nella base aeronavale di Sigonella è atterrato il primo dei 5 velivoli senza pilota UAV "Global Hawk" RQ-4B dell'US Air Force previsti nell'isola nell'ambito di un accordo top secret stipulato tra Italia e Stati Uniti nell'aprile del 2008. Alla vigilia dell'arrivo del micidiale aereo-spia, le autorità preposte alla sicurezza dei voli avevano emesso il NOTAM (NOtice To AirMen) W3788/10 in cui si annunciava che dall'una alle ore quattro di giovedì 16 sarebbero state sospesi gli approcci strumentali e le procedure per l'avvicinamento di aerei ed elicotteri allo scalo di Catania-Fontanarossa, il terzo come volume di traffico passeggeri in Italia, distante meno di dieci chilometri in linea d'area dalla base USA di Sigonella. Una misura necessaria ad evitare che il Global Hawk potesse interferire con il traffico aereo, a riprova della pericolosità di questo nuovo sistema di guerra il cui transito nei corridoi riservati al trasporto civile è fortemente osteggiato dalle due maggiori associazioni piloti degli Stati Uniti d'America, la Air Line Pilots Association (ALPA) e la Aircraft Owners and Pilots Association (AOPA).

venerdì 16 luglio 2010

Italia: 15 miliardi di euro per nuovi aerei F35

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Nel momento di profonda difficoltà economica che sta attraversando il nostro Paese, ci sembra doveroso dare spazio a una notizia che non ha avuto molta risonanza mediatica e di cui, infatti, la maggioranza degli italiani non è a conoscenza. L’8 aprile 2009 le Commissioni Difesa di Camera e Senato hanno entrambe approvato un progetto chiamato Jsf, cioè Joint Strike Fighter: un programma di riarmo internazionale lanciato dagli Stati Uniti e a cui hanno già aderito diversi Paesi, tra cui l’Italia. Il Governo italiano nel 2009 ha infatti approvato l’acquisto di 131 nuovi caccia bombardieri americani, chiamati F35, per un costo totale di quasi 15 miliardi di euro.
In sede di votazione non si è registrato alcun voto contrario, solo il Pd si è astenuto. Tuttavia la prima intesa per il progetto fu firmata al Pentagono nel 1998 con il governo D’Alema, la seconda nel 2002 con Berlusconi, la terza nel 2007 con Prodi e l’ultima, appunto, nel 2009, di nuovo con il Governo Berlusconi. Come ripetiamo la notizia non è circolata molto nel Paese, sebbene l’acquisto dei suddetti aerei verrà effettuato con i soldi dei cittadini italiani.
La base di assemblaggio dei 131 caccia bombardieri sarà in provincia di Novara, presso la base militare di Cameri, in uno stabilimento apposito che entrerà in funzione nel 2012. I primi aerei saranno pronti invece nel 2013: ogni F35 vale 91 milioni di euro.
Proprio a Novara si è costituito nel 2007 un coordinamento stabile, chiamato “Coordinamento contro gli F35”, cioè un insieme di gruppi, associazioni e organizzazioni anti militariste che si sono unite con lo scopo di opporsi alla costruzione e all’assemblaggio dei 131 caccia bombardieri e che cercano di portare all’attenzione di tutti questa situazione, sensibilizzando l’opinione pubblica. Abbiamo intervistato Oreste Strano, il responsabile di “Coordinamento contro gli F35”.

giovedì 1 luglio 2010

Le Ricadute positive per Cameri!‏

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                                               info  (info@nof35.org)
La Vicenza connection e gli affari delle basi chiama Novara connection
l’Impresa Costruzioni Maltauro di Vicenza vince la gara d'appalto per un valore di 150 milioni di euro, per la costruzione di hangar, capannoni e una serie di opere in particolare quelle legate alla sicurezza (obbiettivo sensibile) nell'aeroporto di Cameri per la realizzazione della FABBRICA DELLA MORTE. Questa notizia viene pubblicata dalla Tribuna Novarese in data 07/06/2010, dopo 11 giorni in data 18/06/2010 viene aumentata la cifra dell'appalto di 100 milioni di euro. L'assegnazione dei lavori è di 250 milioni di euro (circa 500 miliardi delle vecchie lire) e scatta l'allarme che la criminalitè mafiosa ha messo gli occhi sui subappalti. Forse dato dal suo curriculum vitae? La Maltauro compare in alcune delle inchieste della breve stagione di Mani Pulite. In particolare la società di Vicenza fu indagata per presunte dazioni di tangenti a politici e funzionari per l’aggiudicazione della gara d’appalto per la realizzazione (fine anni ’80) del 1° e 3° lotto dei capannoni della zona artigianale di Villafranca (Messina), insieme alla “Cosimo D’Andrea” di Messina. La Maltauro fu pure indagata a Venezia nell’inchiesta su un presunto giro di tangenti a favore degli ex ministri Bernini e De Michelis per i lavori del raccordo autostradale con l’aeroporto Marco Polo di Venezia e dell’ampliamento della terza corsia della Venezia-Padova. Nello specifico Enrico e Giuseppe Maltauro avrebbero versato il 2% dell’ammontare dell’asta (820 milioni).”



mercoledì 9 giugno 2010

VIDEO: Primo volo dell’F-35C Lightning II

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L’esemplare CF-1 di F-35C, versione del JSF destinata ad operare sul ponte delle portaerei USA, compie il volo inaugurale di 57 minuti partendo dalla Naval Air Station Joint Reserve Base di Fort Worth, Texas. Sarà il primo velivolo stealth a disposizione della US Navy. Caratteristiche principali ali maggiorate ripiegabili e maggiori superfici di controllo per aumentare la manovrabilità di precisione a basse velocità in fase di approccio alla portaerei, ottima visibilità grazie al sistema di visione all’infrarosso fornito dall’EO DAS, gancio di coda per afferrare i cavi d’arresto, una generale maggiore robustezza strutturale specie dei componenti soggetti a grandi stress meccanici come il carrello di atterraggio, e materiali scelti per il rivestimento stealth in grado di resistere alle dure condizioni in ambiente marino e richiedere poca manutenzione.









“Per la prima volta in assoluto, e da ora in poi, dovunque negli oceani del mondo dove abbiamo una portaerei nucleare da 98.000 tonnellate, siamo in grado di lanciare un letale aereo stealth a lungo raggio, con la capacità di sconfiggere le difese aeree più sofisticate” ha detto Tom Burbage, Vice Presidente Esecutivo e General Manager del programma F-35 alla Lockheed Martin. “Questo volo segna l’inizio di una vera introduzione di un sistema d’arma di nuova generazione in grado di fornire dal primo giorno di guerra una capacità d’attacco interforze e di coalizione, sia da terra che da mare”.


domenica 6 giugno 2010

F-35: torna l'incognita dell'Olanda

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di Silvio Lora-Lamia

Alla vigilia delle elezioni politiche del 9 giugno il parlamento de L’Aia ha votato a maggioranza tre mozioni presentate da socialisti, laburisti e verdi che potrebbero riaprire il fronte olandese nella battaglia sul Joint Strike Fighter. Si tratta di messaggi politici che il vecchio parlamento lascia in eredità al nuovo parlamento e al governo. Le decisioni definitive in merito alla scelta del caccia americano non dovrebbero però giungere prima di settembre, quando il nuovo governo avrà preso atto delle nuove analisi di costo del programma che il Pentagono dovrebbe rendere pubbliche alla fine di giugno.
Per ora i deputati dei partiti di opposizione chiedono al governo di interrompere la sottoscrizione di nuovi impegni con l’amministrazione USA, la cancellazione dell’ordine di un primo esemplare di F-35A del 3° lotto di produzione a basso rateo per partecipare alle valutazioni operative iniziali, e uno stop alle trattative per un secondo esemplare, prelevato dal LRIP 4. Il parlamento uscente invita poi l’esecutivo a riconsiderare le alternative allo stealth americano per sostituire gli anziani F-16 della Koninklijke Luchtmacht, scartate a suo tempo in favore del caccia di Lockheed Martin - spiegano i deputati olandesi - sulla scorta di una tempistica e di dati sui costi del JSF oggi non più attendibili.
I tentennamenti olandesi sono molto importanti per l’Italia, che nel 2006 ha sottoscritto con il paese un accordo per il montaggio a Cameri, in aggiunta ai 131 aerei italiani, dei suoi 85 F 35A (fra ordini e opzioni) e per le successive attività di manutenzione, riparazione e upgrade. Un ripensamento olandese potrebbe portare a numeri più bassi di quelli sui quali si è fin qui ragionato, con impatti economici industriali sulla "Final Assembly and Check-Out" italiana, sulla quale sono ancora in corso trattative conclusive coperte dal riserbo più assoluto.



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