sabato 18 dicembre 2010

Saviano e la perdita della speranza

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Saviano e la perdita della speranzaROMA - Roberto Saviano, mercoledì dalle pagine de La Repubblica aveva parlato ‘ai ragazzi del movimento’. “Chi ha lanciato un sasso alla manifestazione di Roma lo ha lanciato contro i movimenti di donne e uomini che erano in piazza, chi ha assaltato un bancomat lo ha fatto contro coloro che stavano manifestando per dimostrare che vogliono un nuovo paese, una nuova classe politica, nuove idee.”  Tutto condivisibile è chiaro che tutto questo fa gioco ai personaggi come La Russa che ieri sera, ad Anno Zero, ha dato il meglio di sé.
Continua Saviano nella sua lettera aperta ai giovani: “Poliziotti che si accaniscono in manipolo, sfogando su chi è inciampato rabbia, frustrazione e paura: è una scena che non deve più accadere. Poliziotti isolati sbattuti a terra e pestati da manipoli di violenti: è una scena che non deve più accadere.” Tutto condivisibile, è chiaro che non deve accadere che un gruppo di persone picchino una persona sola, a terra, in condizione di assoluta inferiorità fisica, se non altro perché è un atto infame.

I ragazzi ieri hanno risposto all’articolo dell’autore di Gomorra e lui ha dialogato con loro, ha risposto agli studenti che gli chiedevano le  ragioni del suo dire: “ Roberto, daccela tu quell´alternativa: scendi in politica e dimostraci che cambiare il Paese è possibile”. “Usiamo la fantasia per protestare, usiamo l´ironia, sbeffeggiamo il potere. È l´unico modo di protestare efficacemente”. “Sto per andarmene via dall´Italia. Me ne vado da questo ipocrita, ricco Nord dove molti pensano che la mafia sia un problema degli altri”.

Tutto condivisibile, ma forse già sentito … poi spunta la lettera di una ragazza è Martabmc:
“Caro Roberto. Le tue parole sono come sempre bellissime; ma questa volta, ahimè, sterili. Ho 26 anni, due lauree e tanta voglia di fare. Sono arrabbiata, stufa, sconfortata. Non ho più ragione di credere che con "le buone" si ottenga qualcosa, non a questi livelli. Un anno fa mi sarei indignata per Roma, oggi no, oggi sono felice. Perché è vero che la violenza è uno schifo, ma è l´ultima risorsa di chi è disperato. Uso questo termine non a caso: disperato è colui senza speranza. E io sono così. Io non ho futuro … “.

Non c’è niente da fare, le donne sono di  ‘un’altra stirpe’ riescono a dare senso e far capire profondamente la realtà delle cose. Però Saviano, non capisce, non ascolta, sente solo il suono della propria voce, perde il rapporto con la realtà: “ Le tue sono parole molto amare. Ma ragionare così significa darla vinta a questo tipo di potere. (…) Mi piacerebbe dire ai ragazzi che oggi scendono in piazza: «Ascoltateli e ridetene, ridete di questi vecchi signori, o eterni giovani, che hanno fallito con le loro strategie».”.

Verrebbe da dire a Saviano “ … ma l’hai visto ieri sera La Russa. Ti sembra di poter cambiare le cose mettendosi a ridere davanti a La Russa o al suo padrone. Saviano ma sai cosa significa perdere la speranza?”

La perdita della speranza è quella che non ti fa distinguere l’umano dal disumano, è quella cosa che ti fa credere e ‘vedere’ che un poliziotto non è un essere umano, è un ‘poliziotto’, come diceva la Faranda è solo un bersaglio da colpire. La perdita della speranza è quello stato psichico che porta alla rabbia al morso cannibalico, alla violenza cieca contro se stessi e contro gli altri. La perdita della speranza è l’anticamera della pazzia, la pazzia degli psicotici che uccidono un essere umano come se uccidessero un moscerino. La perdita della speranza non si cura facendosi una risata perché sarebbe una risata ebefrenica.
Il rapporto con la realtà è ben altro. Qui ci si trova di fronte, non come scrive Saviano “a degli  imbecilli col casco e le mazze che finito il videogame a casa, continuano a giocarci per strada.” No queste non sono persone che giocano per strada a fare la guerra, sono persone che hanno perso la speranza, e quando a queste migliaia di persone che hanno perso la speranza se ne aggiungeranno qualche milione che non hanno di che vivere allora i discorsi di Saviano serviranno a ben poco.
Forse c’è solo un modo non violento per fermare questa folla di disperati che aumenta ogni giorno di più, le opposizioni devono chiedere al paese di fermarsi, di fermarsi ad oltranza e riempire le piazze del potere in silenzio finché Loro capiranno che è meglio emigrare magari in Russia dove senza dubbio verrebbero accolti con garbo.
Le opposizioni devono ridare la speranza alle persone per bene non con proclami cattolici alla Vendola: "io sono innamorato di Gesù Cristo", perché la religione dove egli vuole condurci è una stampella per gli sciancati che hanno perso la speranza. Le opposizioni devono ridare la speranza con una prassi politica sostenuta da idee chiare sulla natura umana che nata non violenta, delusa, può degenerare in violenza, preceduta dalla perdita della speranza.

Finché le opposizioni si limiteranno a fare la bella copia dei violenti e bramosi che stanno dominando l’Italia da troppo tempo, coloro che non hanno nulla da perdere, neppure la speranza già perduta, prima o poi distruggeranno tutto quello che incontrano sul loro cammino … e ci sarà poco da ridere.

FONTE :   http://www.dazebaonews.it/

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