sabato 23 aprile 2011

Ascia risponde a trasmissione Matrix

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In risposta a quanto affermato dal prof. Serpelloni e da Muccioli nella trasmissione “Matrix” del 20 u.s.


Con sgomento abbiamo assistito all’ultima pantomima del fronte proibizionista, che adotta come vangeli gli unici (pochi) testi contro l’uso di cannabis e con estrema superficialità minimizza i numerosi trattati e le innumerevoli testimonianze e ricerche di valenti scienziati come il prof. Gianluigi Gessa o il prof. Lester Grinspoon.
Continuiamo a ribadire che oltre i testi scientifici, anche il semplice buon senso può smascherare la malafede del DPA e delle Comunità Terapeutiche, che dalla politica del DPA ottengono una vasta ed eterogenea clientela!
L’on. Giovanardi, il prof. Serpelloni, Muccioli, Don Gelmini e molti altri proibizionisti ossessionati dalla cannabis, non fanno altro che ripetere due sole argomentazioni per avvalorare le loro discutibili tesi:
la prima vede la cannabis come trampolino di lancio verso sostanze letali, la seconda insiste sulla pericolosità che si manifesta nel condurre una vettura avendo assunto cannabis.
Per confutare tutte e due le argomentazioni possiamo rispondere che:
la cannabis è trampolino di lancio verso sostanze letali solo se il venditore di sostanze illegali detiene il beneficio del monopolio e per quanto riguarda la pericolosità in determinate attività, nessuno ha mai pensato di giustificare atteggiamenti irresponsabili, siano dovuti questi all’alcol, alla cannabis o a qualsiasi altra sostanza alterante, quindi è d’obbligo una dovuta riflessione su alcuni punti che la legge in vigore non considera:
- Le tracce di cannabis restano nel sangue anche dopo mesi dal momento in cui si è assunta, quindi anche fumando con parsimonia e senso di responsabilità, se si venisse coinvolti in un incidente, si sarebbe ritenuti comunque colpevoli per aver fumato una spinello una settimana prima, in quanto si risulterebbe comunque positivi …assurdo no?
- Se la cannabis fosse tollerata (come in Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio, Danimarca, Germania del nord, Repubblica Ceca ecc… e in questi Paesi non si registrano né forme di criminalità, né un innalzamento degli incidenti a causa della cannabis) toglieremmo alla criminalità organizzata il monopolio delle sostanze illecite ed eviteremmo che i ragazzi, dallo stesso venditore illegale, possano acquistare a parità di prezzo anche eroina o cocaina o droghe chimiche, compresa la marijuana alterata!
- Nel nostro Paese esiste la cultura del vino, ma se non siamo un popolo di alcolizzati è solo grazie alla conoscenza della sostanza e all’educazione all’uso, quindi solo attraverso la conoscenza, la tolleranza e l’informazione possono essere risolti i problemi legati all’abuso e non solo in virtù di una repressione che vede migliaia di persone, alla stregua di criminali pur essendo impeccabili da un punto di vista fiscale, sanitario, sociale, familiare ed eventualmente anche con 22 punti sulla patente!
- In ultimo, vivendo in un Paese di Diritto, proibire una pianta con la stessa fobia con cui si vieta il vino in alcuni Paesi arabi, conferisce alla vigente legge un carattere fondamentalista che non è congeniale né con la nostra Costituzione né con il rispetto della libertà individuale!
Con un invito alla diffusione del presente comunicato, salutiamo cordialmente.
ASCIA Associazione per la Canapa Autoprodotta in Italia
legalizziamolacanapa.org




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