giovedì 26 agosto 2010

TRE ARTICOLI da peacereporter.net

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1) Berlino, apirirà ristorante brasiliano: si potrà mangiare anche carne umana 




Sdegno e disgusto per la strana trovata del proprietario, che possiede un altro locale in Brasile



Aprirà l'8 settembre a Berlino un ristorante brasiliano che offrirà piatti cucinati nellatradizione gastronomica Wart, a base dicarne umana. Flimè diventerebbe il primo ristorante all'estero dell'imprenditore Eduardo Amado, che ne ha già uno in Brasile.
Michael Braun, numero due della Cdu berlinese, pensa che l'idea di offrire la cucina cannibale sia solo una trovata pubblicitaria, ma attraverso il proprio sito il ristorante è già a caccia di membri, persone disposte a donare parti del proprio corpo.
Chiunque può scaricare il documento pdf dal sito e donare: i costi dell'operazione sono a carico del ristorante. Anche per il tabloid 
Bild si tratta solo di una trovata pubblicitaria



2)Cina, nello Yangtze pesce tossico, rivela studio Greenpeace Esami condotti dall'ong ambientalista hanno scoperto la presenza di sostanze chimiche inquinanti in alcuni tipi di pesce del fiume cinese




Il pesce del fiume Yangtze in Cina è avvelenato e costituisce una minaccia per la salutedella popolazione che se ne nutre.
Uno studio di Greenpeace ripreso oggi dal Global Times rivela i risultati degli esami condotti dall'organizzazione ambientalista tra gennaio e marzo di quest'anno, in base all'analisi dei 28 campioni d'acqua prelevati in quattro città che sorgono lungo il corso del fiume.
Ed è risultato che specie come la carpa e il pescegatto sono tossiche e possono causare infezioni che provocano pubertà prematura, danni all'apparato genitale, disfunzioni della tiroide. Colpa delle sostanze chimiche inquinanti presenti nei detergenti o impiegate nella lavorazione del pollame, che vengonoscaricate nel fiume e delle quali restano tracce e residui anche in alcuni pesci.
Alcune di queste, secondo quanto rivelato da Greenpeace, figurano nell'elenco di sostanzevietate dalla Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti.
L'assenza di una efficace politica di monitoraggio e controllo però ha fatto si che in Cina non solo si continui ad utilizzarle ma che il loro impiego sia addirittura in costante crescita. E la minaccia va presa molto seriamente perché lo Yangtze, lungo il cui corso sorgono circa 210 mila impianti chimici, dà da mangiare a oltre 400 milioni di persone e rifornisce d'acqua186 città.
                                    3)La Cina non si avvicina
Il premier Wen Jiabao parla di democrazia. Ma la priorità resta la crescita economica
Wen Jiabao, premier cinese, è sotto i riflettori. Il volto gentile del potere cinese o, per i detrattori, lo "sbirro buono" (quello cattivo, si presume, sarebbe il presidente Hu Jintao) è affettuosamente chiamato "nonno Wen" dai cinesi, che non dimenticano le sue lacrime in Sichuan, ai tempi del terremoto(2008), e il suo accorrere sul luogo della più recente tragedia: la frana di Zhouqu, nel Gansu, che ha provocato più di mille morti.
Il coup de théâtre degli ultimi giorni è l'improvvisa apertura del premier a qualcosa di molto simile alla democrazia, ovviamente "secondo caratteristiche cinesi".
Visitando Shenzhen, la città nata come Zona Economica Speciale ai tempi di Deng Xiaoping e oggi megalopoli, Wen si è pronunciato per la necessità di garantire i "diritti democratici" e di mobilitare i cittadini affinché si occupino della cosa pubblica. Ha inoltre affermato la necessità di riformare le istituzioni per contrastare "l'eccessiva concentrazione del potere e i meccanismi di controllo inefficace". Ha infine fatto appello affinché si creino le condizioni per "permettere al popolo di criticare e controllare il governo".

C'è tutto: partecipazione, un abbozzo di divisione dei potericontrollo del manovratorediritto di critica.
Suona quindi paradossale che, in quanto a "critiche", Wen sia proprio in questi giorni sotto tiro incrociato.

Il primo cecchino si chiama Yu Jie, è undissidente. Nelle librerie di Hong Kong è attualmente disponibile il suo "China's Best Actor: Wen Jiabao", un libro che dipinge il premier come un "pupazzo" e un "impostore", nient'altro che la faccia sorridente di un regime sempre uguale a se stesso.
Il secondo cecchino è l'ala conservatrice del Partito, i "maoisti" contrari a ogni apertura democratica. Che il dibattito a Zhongnanhai(la residenza pechinese dei massimi dirigenti) sia aspro, ce lo rivela il titolo di un recente articolo (14 luglio), comparso su un sito di cinesi all'estero e scritto dal funzionario riformista Du Guang: "Analisi contestuale dell'ondata di critiche a Wen Jiabao".

Come inserire l'uscita del premier in questo contesto?
L'accoppiata Hu-Wen, ha due esigenzerimanere in sella e garantire alla Cina unosviluppo armonioso, cioè non troppo moderato - una crescita inferiore al 6 per cento annuo significherebbe infatti recessione, per un'economia che deve assorbire continuamente forza lavoro - né troppo sostenuto: la forbice tra ricchi e poveri e il surriscaldamento dell'economia, con tanto di inflazione, rischiano infatti di scatenare proteste violente e di destabilizzare il Paese.

E' un lavoro di sottili equilibri tra nuovi ceti emergenti (ben rappresentati nel partito dalla cosiddetta "cricca di Shanghai" dell'ex presidente Jiang Zemin), vecchia nomenklatura rivoluzionaria, masse proiettate ex novo nella società dei consumi e nuovi poveri (soprattuttomigranti rurali) che sembrano aver perso il treno dell'arricchimento "glorioso".
Le parole di Wen appaiono quindi funzionali a un duplice scopo: da un lato, si tratta diconcedere ai riformisti sul piano politico per poter frenare gli eccessi in campo economico; dall'altro, di introdurre gradualmente quelle aperture che possano davvero garantire una crescita dell'opinione pubblica e un ampliamento del consenso, scongiurando così i ritorni al passato.

Resta un ventaglio di congetture per quel diritto di critica e controllo che rischia di mettere in dubbio il monopolio politico del moderno imperatore, cioè il Partito.
Se il dissidente-cecchino Yu Jie rivendica che "il diritto di criticare è più importante del contenuto delle critiche... io ho cercato la libertà di criticare perfino un alto dirigente", è probabile che Wen non intenda la stessa cosa quando parla  di "criticare e controllare il governo". La chiosa "in osservanza della legge" sembra garantire alle autorità di Pechino ampio spazio di manovra. Ed è esplicita la precedenza della ragione economica: "Senza una riforma politica, la Cina potrebbe perdere quello che ha ottenuto attraverso la ristrutturazione dell'economia e gli obiettivi della modernizzazione potrebbero non essere raggiunti".
Va infine ricordato che la democrazia è un'invenzione occidentale. Oltre Muraglia, essere "democratici" significa soprattutto portare sempre più gente nel benessere materiale. Ogni eventuale sviluppo democratico sarà, come da copione, "secondo caratteristiche cinesi".
Nè si vede perché dovrebbe essere altrimenti.


123= TITOLI CON COLLEGAMENTO LINK ALLA FONTE

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